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Un ciclone nel cuore del Mediterraneo: quale sarà la sua evoluzione? Inviato il  Ven 16 Dic, 2016 11:55 Da Fili
Meteo News
Dopo 20 giorni di Alta Pressione torniamo a discutere nel dettaglio di un evento in particolare.

La saccatura atlantica in discesa in queste ore sul Portogallo, scenderà ancora di più domani, andandosi ad isolare come goccia fredda addirittura sul Marocco, apportando generose precipitazioni sull'Atlante. Da lì, inizierà il suo cammino, abbastanza spedito, verso il Mediterraneo centrale, con direzione nord-est e la Sardegna.

Sarà proprio l'isola sarda l'obiettivo principale di questa depressione, che nel frattempo avrà assunto la vera e propria forma di "ciclone", con un minimo ben definito seppure non troppo profondo (circa 1000 hPa). Quando il minimo sarà ad W dell'isola, tra lunedì e martedì, le correnti di richiamo da sud-est già belle cariche di umidità impatteranno contro i rilievi del Gennargentu, sollevandosi e scaricando tutta la suddetta umidità sottoforma di pioggia. Il rischio alluvioni-lampo non è purtroppo da escludere, anche se le carte di oggi sono meno pessimiste di quelle di ieri

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Pioggia in questa prima fase anche sulla Sicilia e gran parte del Sud, specie lato tirrenico. Trattandosi di depressione a "cuore caldo", non avremo nevicate di rilievo nemmeno in montagna, ad esclusione dell'Etna, dove le precipitazioni saranno piuttosto abbondanti sempre per effetto stau. A rischio alluvione anche il catanese e la pedemontana etnea.

Nel frattempo la depressione avrà continuato, più blandamente, la sua marcia verso est. A metà settimana, nella giornata di mercoledì, DOVREBBE (condizionale d'obbligo) ricevere al suo interno aria più fredda da est, dalla penisola balcanica. Addirittura un nucleo freddo in quota, con modo retrogrado, è visto interessare oggi il nord-Italia. La traiettoria di tale nucleo, e quindi il suo effetto in terra italica, è comunque ancora tutta da valutare.

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Ulteriori precipitazioni saranno possibili stavolta specialmente lungo l'adriatico, con la neve che andrebbe a cadere lungo l'Appennino a quote piuttosto basse. Inutile scendere in maggiori dettagli vista la distanza temporale superiore alle 120 ore, ma ci torneremo sopra con le prossime analisi.


 

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