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zeppelin [ Gio 06 Giu, 2019 18:56 ]
Oggetto: Re: Global Warming
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Interessante articolo di Nature sul comportamento della flora in relazione allo hiatus del GW in atto.

No trends in spring and autumn phenolgy during the global warming hiatus



Interessante. In pratica spiega come nel momento della "pausa" del GW non si sono osservati avanzamenti o ritardi rispettivamente nell'inizio e nella fine del periodo vegetativo delle piante. Del resto era abbastanza intuibile che essendoci uno stallo nelle temperature ciò non avvenisse come invece era avvenuto negli anni precedenti. Solo un appunto, lo hiatus del GW non è in atto adesso come scrivi: come è invece scritto proprio all'inizio dell'articolo c'è stato tale "pausa" relativa nel periodo compreso dal 1998 (picco massimo in corrispondenza di un fortissimo Nino) al 2012, da allora in poi il GW ha invece ripreso a correre toccando nuovi record nel 2016 in corrispondenza sempre del Nino, mentre adesso con la Nina durata bene o male un paio d'anni e finita da poco siamo di nuovo in stasi, proprio a causa dell'ENSO + diventato ENSO -. Se tale nuova "stasi" o "hiatus" dovesse prolungarsi anche nel prossimo periodo di Nino e oltre allora ci troveremmo di fronte a qualcosa di nuovo, altrimenti le teorie sul GW continuerebbero purtroppo ad essere bene o male confermate.


Carletto89 [ Gio 06 Giu, 2019 20:44 ]
Oggetto: Re: Global Warming
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Interessante articolo di Nature sul comportamento della flora in relazione allo hiatus del GW in atto.

No trends in spring and autumn phenolgy during the global warming hiatus



Interessante. In pratica spiega come nel momento della "pausa" del GW non si sono osservati avanzamenti o ritardi rispettivamente nell'inizio e nella fine del periodo vegetativo delle piante. Del resto era abbastanza intuibile che essendoci uno stallo nelle temperature ciò non avvenisse come invece era avvenuto negli anni precedenti. Solo un appunto, lo hiatus del GW non è in atto adesso come scrivi: come è invece scritto proprio all'inizio dell'articolo c'è stato tale "pausa" relativa nel periodo compreso dal 1998 (picco massimo in corrispondenza di un fortissimo Nino) al 2012, da allora in poi il GW ha invece ripreso a correre toccando nuovi record nel 2016 in corrispondenza sempre del Nino, mentre adesso con la Nina durata bene o male un paio d'anni e finita da poco siamo di nuovo in stasi, proprio a causa dell'ENSO + diventato ENSO -. Se tale nuova "stasi" o "hiatus" dovesse prolungarsi anche nel prossimo periodo di Nino e oltre allora ci troveremmo di fronte a qualcosa di nuovo, altrimenti le teorie sul GW continuerebbero purtroppo ad essere bene o male confermate.


Solo una precisazione in merito, quella che chiami come la prossima fase di niño è in realtà iniziata dallo scorso ottobre e siamo appena entrati nel 9 mese di Enso+.
Miracolosamente e con mio stupore stiamo comunque rimanendo su valori weak (debole) e le proiezioni lo danno ad ulteriore ribasso nei prossimi mesi.

Dopo la più potente fase di niño della storia da quando vengono registrati dati (2014-2016), ero e sono terrorizzato dalle future fasi di niño, tuttavia questa in corso come ho già detto si sta rivelando eccellente.


zeppelin [ Gio 06 Giu, 2019 22:36 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Carletto89 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Interessante articolo di Nature sul comportamento della flora in relazione allo hiatus del GW in atto.

No trends in spring and autumn phenolgy during the global warming hiatus



Interessante. In pratica spiega come nel momento della "pausa" del GW non si sono osservati avanzamenti o ritardi rispettivamente nell'inizio e nella fine del periodo vegetativo delle piante. Del resto era abbastanza intuibile che essendoci uno stallo nelle temperature ciò non avvenisse come invece era avvenuto negli anni precedenti. Solo un appunto, lo hiatus del GW non è in atto adesso come scrivi: come è invece scritto proprio all'inizio dell'articolo c'è stato tale "pausa" relativa nel periodo compreso dal 1998 (picco massimo in corrispondenza di un fortissimo Nino) al 2012, da allora in poi il GW ha invece ripreso a correre toccando nuovi record nel 2016 in corrispondenza sempre del Nino, mentre adesso con la Nina durata bene o male un paio d'anni e finita da poco siamo di nuovo in stasi, proprio a causa dell'ENSO + diventato ENSO -. Se tale nuova "stasi" o "hiatus" dovesse prolungarsi anche nel prossimo periodo di Nino e oltre allora ci troveremmo di fronte a qualcosa di nuovo, altrimenti le teorie sul GW continuerebbero purtroppo ad essere bene o male confermate.


Solo una precisazione in merito, quella che chiami come la prossima fase di niño è in realtà iniziata dallo scorso ottobre e siamo appena entrati nel 9 mese di Enso+.
Miracolosamente e con mio stupore stiamo comunque rimanendo su valori weak (debole) e le proiezioni lo danno ad ulteriore ribasso nei prossimi mesi.

Dopo la più potente fase di niño della storia da quando vengono registrati dati (2014-2016), ero e sono terrorizzato dalle future fasi di niño, tuttavia questa in corso come ho già detto si sta rivelando eccellente.


Hai ragione. Trattasi comunque di Nino piuttosto debole, quasi neutro, per questo non lo prendevo nemmeno in considerazione sbagliando, con valori sempre inferiori a +1. Niente a che vedere con quello del 2015-16 di cui parli giustamente tu. Ad ogni modo anche io spero sempre nel miracolo.


il fosso [ Ven 07 Giu, 2019 10:49 ]
Oggetto: Re: Global Warming
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Interessante articolo di Nature sul comportamento della flora in relazione allo hiatus del GW in atto.

No trends in spring and autumn phenolgy during the global warming hiatus



Interessante. In pratica spiega come nel momento della "pausa" del GW non si sono osservati avanzamenti o ritardi rispettivamente nell'inizio e nella fine del periodo vegetativo delle piante. Del resto era abbastanza intuibile che essendoci uno stallo nelle temperature ciò non avvenisse come invece era avvenuto negli anni precedenti. Solo un appunto, lo hiatus del GW non è in atto adesso come scrivi: come è invece scritto proprio all'inizio dell'articolo c'è stato tale "pausa" relativa nel periodo compreso dal 1998 (picco massimo in corrispondenza di un fortissimo Nino) al 2012, da allora in poi il GW ha invece ripreso a correre toccando nuovi record nel 2016 in corrispondenza sempre del Nino, mentre adesso con la Nina durata bene o male un paio d'anni e finita da poco siamo di nuovo in stasi, proprio a causa dell'ENSO + diventato ENSO -. Se tale nuova "stasi" o "hiatus" dovesse prolungarsi anche nel prossimo periodo di Nino e oltre allora ci troveremmo di fronte a qualcosa di nuovo, altrimenti le teorie sul GW continuerebbero purtroppo ad essere bene o male confermate.


La cosa veramente interessante dell'articolo è stata l'osservare una immediata risposta del ciclo vegetativo allo step climatico del '98; successivamente e precedentemente non si sono registrati trend significativi. Intuibile semmai è l'allungarsi del periodo in senso generale, ma un comportamento di questo tipo è piuttosto inaspettato, soprattutto non poteva essere dato per scontato questo livello di sensibilità e di risposta ai cambiamenti.

Sul periodo di hiatus, possiamo tranquillamente dire che si è prolungato fino al 2014 ( fase in ogni caso non prevista dai modelli climatici che tentano di simulare il riscaldamento da Co2); poi c'è stato il fortissimo Nino che ha determinato come dici nuovi picchi assoluti di temperatura; vedremo come procede l'attuale rientro nei ranghi dopo questa fase; non ho la tua stessa opinione ( ma si era capito ) rispetto alla capacità delle teorie pro AGW da Co2 di simulare bene l'effettivo andamento termico-climatico, anzi.


Fili [ Mar 18 Giu, 2019 16:03 ]
Oggetto: Re: Global Warming
intanto, in Groenlandia...

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il fosso [ Lun 29 Lug, 2019 15:19 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Si discute molto sull'andamento medio sinottico del comparto Euro-Atlantico degli ultimi anni. Andamento che ha visto un deciso aumento degli scambi meridiani di calore, con frequenti situazioni di blocco alla circolazione zonale delle medie latitudini. Situazione che si verifica con maggiore frequenza nel semestre caldo, portando forti espansioni sub-tropicali da una parte, ma anche situazioni di maltempo insistente e intenso.

Andando ad osservare le anomalie termiche e dei livelli GPT emisferici, salta subito all'occhio, oltre all'intuibile aumento medio distribuito sull'emisfero, come siano la regione artica, il nord Pacifico e una più ristretta area tra Est Europa ed Ovest Russia le più colpita da anomalie positive, mentre l'area interessata dalla grande depressione orografica semi-permanente a Sud-Est di Groenlandia, sia l'unica ad aver vissuto un calo dei GPT medi negli ultimi anni. Possiamo anche osservare come, tra USA e Canada, Mediterraneo centro-occidentale e Siberia, non vi siano anomalie significative; ciò evidenzia che, al netto di un aumento GPT medio, siano aree dove il getto polare fluisce in maniera più frequente.

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Ciò ha un'ovvia correlazione con il derivante andamento termico nelle suddette zone, anche se con anomalie meno nette e più equamente distribuite sull'emisfero.

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La distribuzione delle anomalie, con la potente espansione calda dal Pacifico verso Bering, e la ridotta profondità dei GPT nell'area polare, fa decisamente dedurre forti ondulazioni del getto; Il ridotto gradiente termico/barico polo-tropici, induce minore forza al trasporto zonale delle saccature in discesa alle medie latitudini; l'aumento dei GPT medi con innalzamento verso nord delle ingerenze sub-tropicali, induce una maggiore frequenza di isolamento a goccia delle saccature polari in discesa.

Tali comportamenti sono visibili anche nel semestre freddo; abbiamo più volte notato l'insistenza e la profondità di certe azioni polari, che inducono in determinati ambiti geografici fasi di maltempo prolungato e marcate anomalie fredde anche in zone in passato più raramente interessate dal flusso artico; intervallate da periodi completamente opposti.

Ma tutto ciò è ancor più visibile durante il semestre caldo, quando un flusso zonale è naturalmente più debole, e l'espansione sub-tropicale va più facilmente a sollecitare scambi meridiani di calore e l'isolamento di gocce fredde,
rendendo più estese, intense e insistenti le avvenzioni calde, e più frequenti i fenomeni violenti nelle aree dove tali avvenzioni vanno ad interagire con flussi di matrice settentrionale.

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Il continente europeo si trova nella zona dove tali contrasti hanno assunto maggiore frequenza durante il periodo estivo. Frequenti avvenzioni anticicloniche interessano la Groenlandia, inducendo altrettanto frequenti approfondimenti barici a Sud/Est dell'isola perché il getto viene forzato ad uscire dal suo bordo orientale. Lo scarso trasporto zonale induce l'insistenza sull'Atlantico centro-Settentrionale di tali aree di bassa pressione.
Il getto medio così sull'Europa è Sud-Occidentale, cioè di matrice africana, ma con stacchi di saccature secondarie verso il Mediterraneo ad interrompere il flusso caldo, da qui i forti contrasti e le fasi instabili intense.
Ben più insistente è stato il flusso meridionale ad Est, dove il ridotto trasporto zonale rende ancora più raro lo scorrimento di saccature atlantiche ad interrompere il dominio anticiclonico.
Tutto ciò è acuito dalla tendenza piuttosto frequente del getto a ripercorrere le medesime vie percorse alla genesi del periodo estivo, in quanto l'equilibrio termico-dinamico che si instaura rende meno dispendioso in termini di energia il ripetersi di determinati assetti; da qui si spiega come abbiamo più volte osservato (anche nella stagione in corso), l'accanimento in determinate aree geografiche delle onde di calore, o anche di fasi di maltempo.

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Ne sono risultati regimi pluviometrici stabili o in aumento sulla gran parte del continente europeo, netto aumento tra centro-nord Italia e area alpina.

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Possiamo dunque senza dubbio attribuire al GW la principale responsabilità delle maggiore frequenza e intensità delle avvenzioni sub-tropicali verso il continente europeo, e anche della maggiore frequenza di fasi instabili violente sul nostro comparto data dall'interazione diretta tra i flussi sub-tropicali e nord-atlantici.
La causa sta, non tanto nell'aumento dell'estensione delle masse d'aria sub tropicali, quanto nell'aumento termico nella regione polare, che in estate diviene più netto, per la riduzione dell'estensione dei ghiacci e del conseguente albedo. Una forzante ulteriore può provenire anche dalla ridotta attività solare rispetto al secolo scorso, che è stato osservato indurre minore profondità al VP e maggiore attitudine a scambi meridiani di calore.

Nei prossimi anni sarà da valutare l'interazione tra tali forzanti e la probabile conclusione del ciclo AMO+, che potrà modificare le linee medie del getto e le conseguenze dei nuovi assetti termici emisferici. Il come è tutto da scoprire; si può sperare in una stabilizzazione o anche in una riduzione delle anomalie, come avvenuto nel secolo scorso, ma per quanto mi riguarda siamo ben lontani dal capire lo svolgimento futuro delle sorti del clima e di gran parte delle cause endogene ed esogene che lo determinano.


Adriatic92 [ Lun 29 Lug, 2019 15:50 ]
Oggetto: Re: Global Warming
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Possiamo dunque senza dubbio attribuire al GW la principale responsabilità delle maggiore frequenza e intensità delle avvenzioni sub-tropicali verso il continente europeo, e anche della maggiore frequenza di fasi instabili violente sul nostro comparto data dall'interazione diretta tra i flussi sub-tropicali e nord-atlantici.
La causa sta, non tanto nell'aumento dell'estensione delle masse d'aria sub tropicali, quanto nell'aumento termico nella regione polare, che in estate diviene più netto, per la riduzione dell'estensione dei ghiacci e del conseguente albedo. Una forzante ulteriore può provenire anche dalla ridotta attività solare rispetto al secolo scorso, che è stato osservato indurre minore profondità al VP e maggiore attitudine a scambi meridiani di calore.

Nei prossimi anni sarà da valutare l'interazione tra tali forzanti e la probabile conclusione del ciclo AMO+, che potrà modificare le linee medie del getto e le conseguenze dei nuovi assetti termici emisferici. Il come è tutto da scoprire; si può sperare in una stabilizzazione o anche in una riduzione delle anomalie, come avvenuto nel secolo scorso, ma per quanto mi riguarda siamo ben lontani dal capire lo svolgimento futuro delle sorti del clima e di gran parte delle cause endogene ed esogene che lo determinano.


Analisi più che condivisibile ..

quindi in sostanza è principalmente il fenomeno "dell'amplificazione" artica che modula i moti del getto in senso meridiano con eventuali strappi o ricadute, alterandone gli effetti climatici in maniera estremizzata


zeppelin [ Lun 29 Lug, 2019 17:02 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Complimenti vivissimi a "ilfosso" per un'analisi davvero approfondita, interessante e condivisibile della situazione climatica in corso con "focus" sulle estati europee.


and1966 [ Lun 29 Lug, 2019 17:09 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Davvero bravo, Paolo: chiara e completa illustrazione dell' influenza del GW.


daredevil71 [ Lun 29 Lug, 2019 18:24 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Grazie per l'interessante analisi


zeppelin [ Mer 31 Lug, 2019 00:21 ]
Oggetto: Re: Global Warming
https://www.meteogiornale.it/notizi...crisi-climatica

Secondo autorevoli studiosi del clima il Pianeta terra sarebbe giunto sull'orlo di una catastrofe climatica. Esagerati? No, per niente. Quanto stiamo per scrivere dovrebbe farci riflettere, tutti.

Era la scorsa primavera quando l'autorevole testata inglese "The Guardian" cambiò terminologia utilizzando per la prima volta termini in grado di catturare l'attenzione anche dei più scettici sull'effettiva portata del riscaldamento globale. Anziché utilizzare il consolidato "cambiamento climatico" si è passati a utilizzare il termine "crisi climatica".

"Vogliamo essere sicuri di essere precisi e allo stesso tempo di poter comunicare chiaramente con i lettori su questo importante problema", spiegò il caporedattore di The Guardian Katherine Viner sottolineando tra l'altro come l'espressione "cambiamento climatico" sia troppo morbida.

Non solo i giornalisti di "The Guardian" hanno aggiornato il proprio vocabolario. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha parlato della crisi climatica nel settembre 2018 e ha sottolineato come "stiamo affrontando una minaccia diretta, senza precedenti".

Il termine è stato anche usato dal professor Hans Joachim Schellnhuber, fisico atmosferico e climatologo ritenuto una delle maggiori autorità in questo campo.

La decisione di cambiare la terminologia è stata presa dopo la pubblicazione di due rapporti rivoluzionari stilati da un team di esperti del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) presso le Nazioni Unite. Nell'ottobre dello scorso anno, i ricercatori hanno annunciato che le emissioni di anidride carbonica devono essere dimezzate entro il 2030. Solo grazie a questo processo potremo evitare fenomeni estremi che influenzeranno la vita di miliardi di persone. Nel mese di maggio di quest'anno i ricercatori hanno pubblicato un altro rapporto in cui affermano che l'umanità è minacciata dalle mutevoli condizioni climatiche.

Per coloro che non sono ancora convinti della crisi climatica, vale la pena prestare attenzione alle pubblicazioni degli scienziati del Center for Climate Change Research dell'Università di Berna. Nella rivista Nature and Nature Geoscience, hanno affermato che l'unico periodo molto caldo del Pianeta nella sua interezza (non per singole regioni) è stato osservato a partire dal 20° secolo. Ciò dimostra che il cambiamento climatico contemporaneo è senza precedenti e non può essere spiegato solo dalla variabilità naturale.


il fosso [ Mer 31 Lug, 2019 12:46 ]
Oggetto: Re: Global Warming
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Secondo autorevoli studiosi del clima il Pianeta terra sarebbe giunto sull'orlo di una catastrofe climatica...


Il mio pensiero a riguardo già lo conosci


zeppelin [ Mer 31 Lug, 2019 13:34 ]
Oggetto: Re: Global Warming
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Secondo autorevoli studiosi del clima il Pianeta terra sarebbe giunto sull'orlo di una catastrofe climatica...


Il mio pensiero a riguardo già lo conosci


Eh già, ma la preoccupazione è molta nella comunità scientifica e non solo. Spero davvero che abbiano tutti torto.


green63 [ Mer 31 Lug, 2019 13:38 ]
Oggetto: Re: Global Warming
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Secondo autorevoli studiosi del clima il Pianeta terra sarebbe giunto sull'orlo di una catastrofe climatica...


Il mio pensiero a riguardo già lo conosci


Eh già, ma la preoccupazione è molta nella comunità scientifica e non solo. Spero davvero che abbiano tutti torto.


credo che, ad oggi, solo gli stolti non possano capire l'importanza del problema, e purtroppo, non credo di poter sperare che gli studiosi abbiano torto, ma siamo in ritardo di 40 anni per poter fare qualcosa, spero solo nella capacità di "incassatore" della nostra terra


nicola74 [ Mer 31 Lug, 2019 14:27 ]
Oggetto: Re: Global Warming
https://www.youtube.com/watch?v=cwEwSGv2CMg

questo video è emblematico!


nicola74 [ Mer 31 Lug, 2019 14:31 ]
Oggetto: Re: Global Warming
nicola74 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
https://www.youtube.com/watch?v=cwEwSGv2CMg

questo video è emblematico!


Questo anche peggio

Link


bix [ Mer 31 Lug, 2019 22:23 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Finche non si trova un nuovo sistema economico,non cambierà nulla.


zeppelin [ Mer 31 Lug, 2019 23:08 ]
Oggetto: Re: Global Warming
bix ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Finche non si trova un nuovo sistema economico,non cambierà nulla.


Esatto! Il capitalismo consumista globalizzato che guarda sempre al + del PIL è la nemesi dell'ecologismo e del pianeta stesso secondo me. Ma non vedo molte chanches che cambi davvero qualcosa da questo punto di vista.


il fosso [ Gio 01 Ago, 2019 09:10 ]
Oggetto: Re: Global Warming
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bix ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Finche non si trova un nuovo sistema economico,non cambierà nulla.


Esatto! Il capitalismo consumista globalizzato che guarda sempre al + del PIL è la nemesi dell'ecologismo e del pianeta stesso secondo me. Ma non vedo molte chanches che cambi davvero qualcosa da questo punto di vista.


Cambierà qualcosa quando le persone si accorgeranno veramente che sempre di più i molti sputano sangue per i pochi, cioè probabilmente mai... O forse ci penserà madre natura prima o poi... Spesso ormai anche atti apparentemente rivoluzionari o antisistema sono costruiti e figli della mano lunga del capitalismo sfrenato. Non so dove andremo a parare,


nicola74 [ Gio 01 Ago, 2019 09:43 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Un mio collega disse "fino a quando la maggior parte della gente avrà soldi per mangiare e pagare le tasse non succederà nulla"....


zeppelin [ Gio 01 Ago, 2019 09:44 ]
Oggetto: Re: Global Warming
il fosso ha scritto: [Visualizza Messaggio]
zeppelin ha scritto: [Visualizza Messaggio]
bix ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Finche non si trova un nuovo sistema economico,non cambierà nulla.


Esatto! Il capitalismo consumista globalizzato che guarda sempre al + del PIL è la nemesi dell'ecologismo e del pianeta stesso secondo me. Ma non vedo molte chanches che cambi davvero qualcosa da questo punto di vista.


Cambierà qualcosa quando le persone si accorgeranno veramente che sempre di più i molti sputano sangue per i pochi, cioè probabilmente mai... O forse ci penserà madre natura prima o poi... Spesso ormai anche atti apparentemente rivoluzionari o antisistema sono costruiti e figli della mano lunga del capitalismo sfrenato. Non so dove andremo a parare,


Verissimo. Sia il sistema sia l'antisistema sembrano giocare tutti per la stessa squadra, dalla politica all'ecologia. E, per fare un esempio, Richard Branson che gioca a fare il sostenitore di Greta mentre produce una gran quantità di gas serra con i suoi aerei mi fa davvero ridere.


Frosty [ Lun 12 Ago, 2019 20:21 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Tutto vero quello che dite....ma una cosa non mi torna ? Come può l uomo impedire all alta pressione delle azzorre non venire più in italia oppure l orso russo non venirci più a trovare come prima ? Cioe l l'uomo può cambiare anche le disposizioni bariche? Che correlazione c è....se esiste ?


MilanoMagik [ Mar 13 Ago, 2019 16:43 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Post che c'entra a metà con il GW ma che merita... dalla pagina "Chi ha paura del Buio" il 7 agosto:

"I roghi nella taiga siberiana si stanno sviluppando più rapidamente di quanto si riesca a spegnerli.

Gli uomini messi in campo dall’agenzia forestale russa sono riusciti nell’ultima settimana a liberare dal fuoco 750.000 ettari di taiga. Nello stesso tempo, però, l’area interessata dai roghi è passata da 3 milioni a 4,5 milioni di ettari: una superficie estesa quanto Lombardia e Veneto messi insieme. O quanto la Danimarca, se preferite. Acqua o barriere sono efficaci solo parzialmente e molti incendi si trovano in zone praticamente irraggiungibili.

Al momento non possiamo risolvere il problema con le nostre sole forze. L’unico modo perché questo disastro abbia fine è un periodo di piogge intense, che però generalmente in Siberia cade in ottobre. Nello scenario peggiore gli incendi potrebbero quindi durare mesi.

La CO2 emessa in atmosfera ha raggiunto le 166 milioni di tonnellate, un valore pari all’emissione annuale di tutte le 36 milioni di auto presenti in Italia. Ma non finisce qui, perché all’emissione diretta va aggiunta anche quella indiretta dovuta al fatto che i milioni di alberi bruciati non potranno più assorbire anidride carbonica e rimpiazzarla con ossigeno. Una volta che le ceneri si depositeranno sui ghiacci artici, inoltre, diminuiranno la loro albedo facilitando così la loro fusione. E sapete cosa c'è sotto quei ghiacci? Altro carbonio pronto a diventare anidride carbonica e metano.

In tutto questo, un numero imprecisato ma sicuramente elevatissimo di animali viene arso vivo. Città e villaggi sono invasi dal fumo anche a 100 km di distanza dalle fiamme. Una gigantesca cappa grigia oscura la vista del sole provocando difficoltà respiratorie e rischi per la salute a migliaia e migliaia di persone. Nei giorni scorsi il fumo ha attraversato lo stretto di Bering e si è mescolato con quello dei numerosi incendi che stanno affliggendo l’Alaska.

Si tratta del maggiore disastro ecologico degli ultimi anni.

Tutto ciò accade mentre la World Meteorological Organization annuncia che luglio 2019 è stato il mese più caldo mai registrato, con quasi +1,2 °C a livello globale rispetto all’epoca preindustriale e +0,56 °C sopra la media di luglio nel periodo 1981-2010. Sono stati battuti record di temperatura in varie regioni del globo tra cui molte nazioni europee (Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo) e la stessa Alaska che in questi giorni è afflitta da centinaia di incendi. Ad Anchorage per la prima volta si è registrata una temperatura di 32 °C. Il mese precedente non era andato molto meglio, essendo stato il giugno più caldo a livello globale mai registrato."

Fonti:


Carletto89 [ Gio 22 Ago, 2019 16:05 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Ogni volta che vedo i servizi della Gabanelli rimango sempre abbastanza sconcertato.
Vi consiglio di leggerlo o se non avete tempo quantomeno di guardare velocemente il video all'inizio dell'articolo:
https://www.corriere.it/dataroom-mi...l?refresh_ce-cp

Finisci di leggere il servizio e qualche giorno dopo spuntano articoli che scrivono ciò:

Trump conferma interesse per acquisto Groenlandia
http://www.rainews.it/dl/rainews/ar...bb339ac217.html

Danimarca non vende la Groenlandia agli Usa. Trump annulla visita e dice: “Premier cattiva, non si parla così agli Stati Uniti”
https://www.ilfattoquotidiano.it/20...-uniti/5400211/

Gli interessi economici spingono a negare l'innegabile purtroppo.


Adriatic92 [ Ven 23 Ago, 2019 15:18 ]
Oggetto: Re: Global Warming
https://www.ilsole24ore.com/art/l-a...tMyedCw4WMRyi9w

La foresta amazzonica sta bruciando a un ritmo senza precedenti. L’Istituto nazionale di ricerca spaziale (Inpe) del ministero della Scienza brasiliano, sostiene che in base ai dati satellitari quest'anno c'è stato un aumento dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nell’ultima settimana sono stati rilevati oltre 9.500 incendi, per un totale di 74.000 da gennaio ad agosto 2019. Gli incendi diffusi hanno trasformato il giorno in notte a San Paolo e hanno provocato, secondo il servizio Copernicus sui cambiamenti climatici dell’Unione europea, un netto picco delle emissioni di monossido di carbonio e di anidride carbonica in atmosfera, all’origine dell’effetto serra. È una prova generale di quello che succederebbe all’atmosfera terrestre se l’Amazzonia, che fornisce il 20% dell'ossigeno al mondo, andasse in fumo.

Il bacino amazzonico è la più grande foresta pluviale del pianeta e continene il 40% delle foreste tropicali del mondo. Tra il 10 e il 15% della biodiversità globale abita qui. Gli incendi di questo mare di alberi sono particolarmente allarmanti poiché gli alberi sono la prima linea di difesa del pianeta contro il riscaldamento globale. In base a uno studio del Politecnico di Zurigo, piantando mille miliardi di alberi potremmo rimuovere i due terzi di tutte le emissioni climalteranti causate dall’uomo. Invece stiamo andando nella direzione diametralmente opposta.

All'origine degli incendi, chiariscono i ricercatori brasiliani, non c'è la siccità, ma l'opera dell'uomo, deciso a sgombrare il terreno per nuove colture. «Non c'è nulla di anormale nel clima di quest'anno o nelle piogge nella regione amazzonica, che sono solo un po' al di sotto della media», spiega Alberto Setzer dell’Inpe. «La stagione secca crea le condizioni favorevoli per la diffusione degli incendi, ma accendere un fuoco è opera dell'uomo, per caso o per un'azione deliberata», precisa Setzer. L'Inpe tiene traccia della deforestazione in Brasile e i suoi dati hanno mostrato un enorme aumento quest'anno. Ai primi di agosto, gli scienziati dell'Inpe hanno annunciato che 1.330 miglia quadrate di foresta pluviale erano andate perse da gennaio, un tasso del 40% in più rispetto al 2018. «La stagione secca sicuramente favorisce i fuochi, ma in passato abbiamo avuto stagioni secche più intense e non abbiamo mai visto incendi così grandi», spiega Vitor Gomes, uno scienziato ambientale dell’Università del Pará. «Questo gran numero di incendi dipende dal fatto che c'è più deforestazione, non più siccità», precisa.

«Così nel 2050 la civiltà umana collasserà per il climate change»
Nello Stato del Parà, ad esempio, la scorsa settimana si è verificata un'ondata di incendi collegata a un appello degli agricoltori per una “giornata di fuoco” il 10 agosto, secondo i notiziari locali. L'Inpe, attraverso i dati satellitari, ha registrato centinaia di incendi scoppiati in contemporanea nel Parà, dove sono andate perse vaste zone ancora intatte di foresta pluviale. Le aree sgomberate in questa regione sono in genere utilizzate per l'allevamento di bestiame e per la coltivazione di soia da foraggio. E non è finita qui, perché la stagione degli incendi non è ancora arrivata al suo apice, secondo Mikaela Weisse, responsabile del programma brasiliano di Global Forest Watch, che segue da vicino le tendenze della deforestazione attraverso immagini satellitari. La stagione degli incendi in Brasile raggiunge il suo picco tra agosto e ottobre, spiega Weisse. «Questo è solo l'inizio della stagione e per determinare i danni reali sarà cruciale seguire le attività di deforestazione dei prossimi due mesi».

La deforestazione galoppante renderà ancora più difficile, se non impossibile, mantenere il riscaldamento globale «ben al di sotto» dei 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, come richiesto dall'Accordo di Parigi per il clima. A causa della deforestazione, gli scienziati stimano che siamo vicini al punto di non ritorno, in cui l’Amazzonia rischia di degradarsi completamente, diventando una savana, il che potrebbe comportare conseguenze gravissime per il resto del pianeta. L’Amazzonia, che copre 2,12 milioni di miglia quadrate, assorbe circa un quarto dei 2,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica assorbita ogni anno dalle foreste globali. Tuttavia, la capacità della foresta pluviale di assorbire più carbonio di quello che rilascia sta diminuendo, indebolita dal cambiamento del clima, dalla deforestazione e dall'aumento della mortalità degli alberi.

Uno studio condotto da Gomes quest'anno ha scoperto che mentre la deforestazione è la principale minaccia per l'Amazzonia, i cambiamenti climatici e la crescente siccità potrebbero superarla entro pochi decenni, causando un declino delle specie di alberi di quasi il 60 per cento. Nello scenario peggiore, senza politiche efficaci per limitare la deforestazione, lo studio prevede che entro il 2050, la foresta pluviale sarà talmente frammentata da rendere l’ecosistema incapace di assorbire e immagazzinare stabilmente anidride carbonica. «Anche nello scenario più ottimista, la metà delle specie di alberi amazzonici rischia di scomparire. Ma le tendenze che si profilano in questi mesi potrebbero andare anche al di là del nostro scenario peggiore», sostiene Gomes. Se l’Amazzonia si trasformasse in una fonte netta di emissioni di anidride carbonica, il riscaldamento globale subirebbe un'accelerazione senza precedenti.


Matteo91 [ Dom 25 Ago, 2019 21:27 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Adriatic92 ha scritto: [Visualizza Messaggio]

All'origine degli incendi, chiariscono i ricercatori brasiliani, non c'è la siccità, ma l'opera dell'uomo, deciso a sgombrare il terreno per nuove colture. «Non c'è nulla di anormale nel clima di quest'anno o nelle piogge nella regione amazzonica, che sono solo un po' al di sotto della media», spiega Alberto Setzer dell’Inpe. «La stagione secca crea le condizioni favorevoli per la diffusione degli incendi, ma accendere un fuoco è opera dell'uomo, per caso o per un'azione deliberata», precisa Setzer. L'Inpe tiene traccia della deforestazione in Brasile e i suoi dati hanno mostrato un enorme aumento quest'anno. Ai primi di agosto, gli scienziati dell'Inpe hanno annunciato che 1.330 miglia quadrate di foresta pluviale erano andate perse da gennaio, un tasso del 40% in più rispetto al 2018. «La stagione secca sicuramente favorisce i fuochi, ma in passato abbiamo avuto stagioni secche più intense e non abbiamo mai visto incendi così grandi», spiega Vitor Gomes, uno scienziato ambientale dell’Università del Pará. «Questo gran numero di incendi dipende dal fatto che c'è più deforestazione, non più siccità», precisa.

A me, più che la coltivazione intensiva,sembra un pretesto per incentivare l'edilizia selvaggia. Vedremo come andrà a finire (sicuramente male)


GiagiMeteo [ Sab 21 Set, 2019 08:57 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Buongiorno, volevo condividere questo video di Fanpage, che, per chi non lo conoscesse, è una redazione di giornale che pubblica notizie di cronaca su YouTube e sul suo sito ufficiale.
Ieri hanno pubblicato un video sul GW di cui vi lascio il link ed io l'ho guardato. Detto sinceramente mi sembra che su alcuni punti siano stati quasi "scientifici", con dati (penso corretti) e definizioni azzeccate.
Su altri punti invece mi sono sembrati abbastanza superficiali, con sentenze che non mi pare siano dimostrate scientificamente (come che il GW causi più eventi estremi in media, a me pare che questa cosa non sia dimostrata, in caso è vero che gli eventi estremi sono più intensi, ma non che abbiano una maggior frequenza).

Comunque lascio la parola a chi ha più credito di me e a chi ne capisce di più.
Buona visione.
https://www.youtube.com/watch?v=l5q7H66Mh0o


burjan [ Sab 21 Set, 2019 17:40 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Ho visto il video. Chiaramente, corretto e ben esposto il meccanismo di azione dei gas serra.
Sull'indebolimento del vortice polare causato dall'aumento delle temperature in sede artica c'è molto da discutere.
Credo che i meccanismi di feedback indotti dall'aumento delle temperature siano ben più complessi, anche perché semmai il disturbo più grande passa attraverso le modifiche della circolazione termoalina.


Adriatic92 [ Sab 19 Ott, 2019 08:22 ]
Oggetto: Re: Global Warming
https://scienze.fanpage.it/ancora-u...o-della-storia/

"L’Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica (NOAA) americana ha annunciato che il mese di settembre appena trascorso è stato il più caldo da quando viene tenuta traccia delle temperature globali (1880). La temperatura è stata di 0,95 gradi centigradi superiore rispetto alla media del XX secolo, un record negativo identico a quello raggiunto nel 2015.

Il mese di settembre del 2019 è stato il più caldo della storia, facendo segnare lo stesso record negativo del 2015. La temperatura rilevata da stazioni meteorologiche e sensori sparsi per il globo è risultata essere di 0,95 gradi centigradi superiore alla media del XX secolo. Ad annunciare l'ennesimo, drammatico dato sui mesi “infuocati” è stata la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA – Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica), agenzia federale statunitense che si occupa di monitorare fenomeni climatici e meteorologici, oltre che di oceanografia.

Come indicato, la temperatura media registrata è stata la stessa del settembre del 2015, quello che fino ad oggi occupava in solitaria il primo posto della famigerata classifica. Negli ultimi 140 anni, cioè da quando viene tenuta traccia delle temperature globali, non c'è stato dunque un settembre più caldo di quello che abbiamo appena vissuto. Si tratta di un altro inequivocabile segnale del riscaldamento globale in atto catalizzato dai cambiamenti climatici, la cui causa principale sono le attività umane che immettono in atmosfera enormi quantità di gas a effetto serra (dei quali il principale è l'anidride carbonica).

A rendere ancor più drammatico il dato riportato nell'ultimo rapporto del NOAA, il fatto che settembre 2019 è stato il 43esimo settembre consecutivo (e il 417esimo mese consecutivo) con temperature superiori alla media del XX secolo. Se ciò non bastasse, gli scienziati dell'agenzia federale americana hanno rilevato che abbiamo vissuto il secondo periodo gennaio-settembre più caldo dal 1880; il record spetta al 2016, che supera il 2019 per appena 0,01 gradi centigradi in più.

Tra gli altri preoccupanti dati emersi dal rapporto dell'agenzia statunitense vi sono l'estensione del ghiaccio marino artico, risultata essere la terza più bassa (del 32,6 percento) rispetto alla media registrata tra il 1981 e il 2010, e quella del ghiaccio marino antartico, dell'1,3 percento inferiore rispetto a quella media dello stesso periodo. Sono tutti segnali di allarme che il pianeta continua a lanciarci; ci stiamo pericolosamente avvicinando a un punto di non ritorno e se davvero continueremo su questa strada il rischio di veder scomparire la civiltà umana nel 2050, come ipotizzato da alcuni scienziati, diventerà sempre più concreto."


GiagiMeteo [ Sab 19 Ott, 2019 08:38 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Articolo scritto da un'emittente che sinceramente a me non piace, dato che spesso gonfia tantissimo le notizie ed altrettanto spesso realizza articoli e video banali spacciandoli per qualcosa di incredibile.
Comunque il dato è certo ed è anche vero che oramai questo 2019 potrebbe chiudere come il più caldo in assoluto, se questo mese ed i prossimi due chiuderanno con un'anomalia monstre.

Sull'estinzione del 2050 prevista da vari scienziati preferisco non commentare.


burjan [ Sab 19 Ott, 2019 08:39 ]
Oggetto: Re: Global Warming
Daniele,
potresti postare lo stesso messaggio anche nel topic della banca dati aperto pochi giorni fa?
Grazie.




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