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Meteocafè - Le riserve di Uranio: un esempio di disinformazione...



marvel [ Gio 13 Mag, 2010 17:28 ]
Oggetto: Le riserve di Uranio: un esempio di disinformazione...
Le risorse di uranio: un esempio di disinformazione

Tra le tante, l’argomentazione più assurda che si sente ripetere contro il ricorso all’energia nucleare è quella relativa alla durata delle risorse di uranio. Che, secondo gli oppositori, si esauriranno nel giro di una trentina di anni.

Si tratta di una di quelle argomentazioni molto tecniche su cui i non addetti ai lavori devono necessariamente affidarsi ai cosiddetti esperti. E che però, in tal senso, è emblematica del livello di disinformazione che c’è sul nucleare in Italia. Perché si possono dare informazioni sbagliate in buona fede. Ma quando a dare informazioni assurde è, ad esempio, un geologo (cioè esattamente il tipo di professionista che dovrebbe avere conoscenze esatte sull’argomento) allora come si fa a pensare che sia in buona fede? Mi riferisco, tanto per non fare nomi, a Mario Tozzi, geologo di fama televisiva, che dice e scrive con molta convinzione che le riserve di uranio si esauriranno entro i prossimi 30 anni circa.

L'uranio è un elemento chimico molto diffuso in natura: in percentuali minime è presente praticamente in tutte le rocce ed anche nell’acqua di mare. Essendo così diffuso, teoricamente le riserve di uranio sono molto elevate: quelle note sono stimate ad alcune decine di milioni di tonnellate (acqua di mare esclusa, dove è estremamente diluito, ma complessivamente in quantità tali da poter essere considerate illimitate, per gli usi umani ).
Tuttavia solo una parte è recuperabile a costi oggi considerati convenienti (fino a 130 dollari/kg); tale aliquota costituisce le riserve attualmente accertate, pari a circa 5,5 milioni di tonnellate. Un quantitativo che equivale a 125 anni della produzione mondiale 2008, che è stata di 44.250 tonnellate (tutti i dati sono tratti dall’Annual Report 2008 dell’ESA - Euratom Supply Agency).

Ma, in realtà, il calcolo delle riserve di uranio è quasi un gioco di parole. Basta infatti aumentare il parametro economico e le riserve aumentano. Cosa peraltro possibilissima, poiché (contrariamente alle centrali termoelettriche, dove il prezzo del combustibile costituisce di gran lunga la voce principale del costo dell’energia prodotta, fino al 75% nel caso del gas), per la produzione elettronucleare il combustibile incide per meno del 10% sul costo finale dell’elettricità prodotta. Se quindi il prezzo dell’uranio raddoppiasse, il costo del kWh nucleare aumenterebbe di circa il 10% (se invece raddoppiasse il prezzo dei combustibili fossili, i costi finali aumenterebbero del 45% nel caso del carbone e del 75% nel caso del gas).

Allora, ci sono riserve di uranio recuperabili a più di 130 dollari/kg? Ovviamente si, e ingenti. Quelle potenziali ad un prezzo di 200 dollari/kg, ad esempio, sono stimate in circa 35 milioni di tonnellate.
Per dirla tutta, non sappiamo quanto uranio economicamente recuperabile (ai prezzi attuali) ci sia su terra (cioè escluso quello in mare). Secondo l’ESA, tuttavia, possiamo già contare su risorse in grado di coprire per circa 100 anni i consumi di un numero di centrali doppio a quelle oggi in servizio.

Con tutto ciò è però vero che, nell’attuale situazione, occorre fare attenzione a possibili carenze di produzione.
Negli ultimi anni, infatti, per oltre il 40% del combustibile fabbricato non si è utilizzato uranio naturale, bensì risorse secondarie, cioè materiali provenienti dal riprocessamento del combustibile scaricato dalle centrali (cosiddetto “esaurito”, ma comunque ricco dell’isotopo U-235 che si usa per il combustibile) e, soprattutto, materiale proveniente dalle migliaia di testate nucleari in smantellamento (per gli accordi di non-proliferazione successivi alla fine della “guerra fredda”) che hanno reso disponibili notevoli quantità di materiale fissile a prezzi molto bassi. Un materiale (quello derivato dalle bombe) che ovviamente finirà e che dovrà essere sostituito da una accresciuta produzione di minerale naturale.

Per questa ragione, e per il fatto che la potenza elettronucleare nel mondo è stimata crescere, nei prossimi 20 anni, di una percentuale compresa tra il 38% e l’80% rispetto all’attuale, occorre che la produzione di uranio naturale quanto meno raddoppi nello stesso periodo.

Tuttavia, come accennato, la capacità produttiva dipende dalle opportunità di mercato e dai relativi investimenti. E poiché la domanda di minerale è stata nel decennio passato piatta, non ci sono stati adeguati investimenti per la ricerca e lo sviluppo di nuove risorse. In tal senso è possibile che ad una forte crescita della domanda possa temporaneamente non corrispondere una adeguata offerta di uranio. Ma questo non è un problema di riserve, bensì solo di mercato, cui il mercato ha sempre dimostrato di saper far fronte. Nel 2006-2007, ad esempio, il prezzo dell’uranio ha conosciuto un improvviso e forte aumento, poi gradualmente rientrato, ma è stato sufficiente perché l’industria reagisse con importanti investimenti che hanno portato alla scoperta di nuove risorse.

Per finire, ci sono anche altre valutazioni, di tipo strettamente tecnologico, che devono essere fatte. Ad esempio:

1. Potrebbero entrare in gioco anche risorse di uranio non convenzionali. Come il minerale contenuto nell’acqua di mare. In Giappone si sta già sperimentando un impianto pilota di produzione dal mare e anche l’India ha recentemente annunciato la costruzione di un impianto sperimentale. In Cina si sta invece lavorando per estrarre l’uranio contenuto nelle ceneri delle centrali a carbone.

2. I nuovi reattori di III generazione che si stanno iniziando a costruire utilizzano il combustibile con una efficienza maggiore del 15-20% rispetto ai reattori già in servizio. Per non parlare dei reattori di IV generazione, che si prevede entrino in servizio dopo il 2030, i quali potrebbero avere una efficienza di utilizzo del combustibile fino a 80 volte maggiore degli attuali reattori. Il che modificherebbe sostanzialmente le valutazioni sulla disponibilità delle risorse di uranio.

3. Sono in corso di sviluppo nuove filiere di reattori (veloci autofertilizzanti), nei quali l’efficienza di utilizzo del combustibile sale fino ad un teorico 100% (in teoria, anzi, i reattori autofertilizzanti potrebbero “produrre” più combustibile di quanto ne consumano), senza considerare che tali reattori sfruttano un isotopo dell’uranio (l’U-238), che è 99 volte più abbondante dell’isotopo (U-235) oggi utilizzato.

4. Infine, per la produzione elettronucleare non c’è solo l’uranio. Ad esempio in India sono già oggi operativi alcuni reattori prototipi che utilizzano torio, un elemento molto più abbondante dell’uranio. L’utilizzo diffuso del torio fornirebbe combustibile per molti secoli, con l’ulteriore vantaggio che il ciclo del torio non consente la realizzazione di materiali utili a fini bellici.

Pubblicato da Aldo C. su: http://www.technotizie.it/frame/942...disinformazione


bix [ Gio 13 Mag, 2010 20:24 ]
Oggetto: Re: Le Riserve Di Uranio: Un Esempio Di Disinformazione.
Siamo ad un punto tale che l'energia nucleare ,sarà indispensabile per il futuro.
Per soddisfare il continuo ed inesorabile incremento di richiesta.
E prima cominceremo ad investire in ricerca ed in impianti, e meglio sarà per una nazione come la nostra.


marvel [ Gio 13 Mag, 2010 20:52 ]
Oggetto: Re: Le riserve di Uranio: un esempio di disinformazione.
TESTA-TOZZI, LITE SU SCORIE NUCLEARI: "TI SPACCO LA FACCIA"


YouTube Link


Nervi tesi a Cominciamo bene, la trasmissione mattutina di Raitre condotta da Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati. Durante un acceso scambio di opinioni tra Chicco Testa e il geologo Mario Tozzi, che riguardava il nucleare e lo stoccaggio delle scorie, l'ex presidente di Legambiente non ha digerito le accuse di Tozzi su alcuni suoi presunti guadagni. Così mentre Frizzi passava una telefonata di un telespettatore, Testa si è rivolto al geologo intimandogli: "Non ti permettere di dire che io guadagno dei soldi perché ti spacco la faccia, è chiaro?". "A me la faccia non la spacca nessuno, non ti permetto di minacciarmi", ribatte Tozzi, mentre la co-conduttrice interviene per sedare gli animi e 'pizzicare' Testa: "Ciò che ho sentito non lo voglio più sentire, e basta".

da: http://www.leggo.it/articolo.php?id=61145&sez=ITALIA


marvel [ Ven 14 Mag, 2010 11:57 ]
Oggetto: Re: Le riserve di Uranio: un esempio di disinformazione...
11-05-2010
Il nucleare non è di destra


hack

In Italia si corre il rischio di pensare che il nucleare sia di destra. Per questo un gruppo di 72 fra intellettuali, scienziati, imprenditori e parlamentari hanno inviato una lettera aperta al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani dalle pagine del quotidiano Il Riformista, chiedendo al suo partito di non chiudere le porte all'energia nucleare.

Secondo il documento la scelta di dire no alle centrali nucleari in Italia è antiscientifica, elitaria e snobistica, mentre il problema energetico è indipendente dalle maggioranze parlamentari e inciderà sulla vita e sull'economia degli italiani per lungo tempo.

In sostanza, i firmatari definiscono «innaturale e incomprensibile ogni chiusura preventiva su un tema che riguarda scelte strategiche di politica energetica, innovazione tecnologica e sviluppo industriale così critiche e con impatto di così lungo termine per il nostro Paese», e sottolineano «l'importanza per l'industria italiana di partecipare di nuovo a un processo internazionale di sviluppo del nucleare che significherà investimenti significativi in tecnologia, infrastrutture e servizi». Chiedono dunque di affrontare la questione senza preclusioni: «Tutte le opzioni dovrebbero essere considerate, nessuna esclusa, inclusa quella nucleare, non come "la" soluzione ma come "parte della" soluzione».

A questo proposito la lettera cita il presidente americano Barack Obama, che ammette come le energie rinnovabili da sole non basteranno nel prossimo futuro a soddisfare il nostro fabbisogno energetico: «L'energia nucleare ha il vantaggio di non emettere gas serra e dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che Paesi come la Francia e il Giappone e altri Paesi sono stati molto più aggressivi nel ricorrere all'energia nucleare e con molto più successo, senza alcun incidente».

L'Italia invece è «l'unico Paese del G8 che non produce energia dal nucleare». Ma non è più una tecnologia limitata ai Paesi industrializzati: anche «Paesi un tempo considerati in via di sviluppo, come la Cina, l'India, il Brasile sono fra i primi investitori mondiali in nuovi impianti nucleari».

Secondo la lettera è incomprensibile che non ci sia «una discussione completa su tutti i dati di riferimento (costi di generazione del KWh, costo del combustibile, durata di vita delle centrali eccetera) e senza confronti con i costi delle alternative in caso di rinuncia al programma nucleare». Anche il problema delle gestione delle scorie merita una discussione approfondita, ma «ci riguarda indipendentemente dalla scelta di costruire nuove centrali».

In conclusione, i firmatari chiedono a Bersani di avviare un confronto interno al partito, a tutti i livelli, e di «prendere atto che il nucleare non è né di sinistra, né di destra e che, anzi, al mondo molti leader di governi di sinistra e progressisti puntano su di esso per sviluppare un sistema economico e modelli di vita e di società eco-compatibili: Brasile con Lula, Usa con Obama, Giappone con Hatoyama, Gran Bretagna con Brown».

I primi firmatari della lettera sono Umberto Veronesi, oncologo, Giorgio Salvini, presidente onorario dell'Accademia dei Lincei, Margherita Hack, astrofisica, Carlo Bernardini, fisico, Enrico Bellone, ordinario di storia della scienza, Edoardo Boncinelli, professore di biologia e genetica e Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina.

Sul sito del Riformista è disponibile l'elenco completo dei firmatari.
http://www.nuclearnews.it/news-224/il-nucleare-non--di-destra/


marvel [ Mer 19 Mag, 2010 12:07 ]
Oggetto: Re: Le riserve di Uranio: un esempio di disinformazione...
Ma voi leggete che cosa ha scritto questo tizio!
http://www.climatemonitor.it/?p=10383


Boba Fett [ Mer 19 Mag, 2010 13:59 ]
Oggetto: Re: Le Riserve Di Uranio: Un Esempio Di Disinformazione...
ci sarebbe poi tutto il capitolo sul riprocessamento delle scorie da discutere...




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