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Messaggio La più grande tempesta solare mai registrata (1859). E se accadesse oggi?

#1  marvel Ven 24 Feb, 2012 13:15

La più grande tempesta solare mai registrata (1859)

Conosciuta come l'Evento di Carrington fu la più grande tempesta geomagnetica-solare mai registrata.
Fu visualizzata il primo settembre 1859 e deve il suo nome a Richard Carrington, un facoltoso astronomo inglese che investì gran parte dei suoi averi nella costruzione di un moderno osservatorio nella sua proprietà a Redhill, vicino Londra. Fu proprio dal telescopio dell'osservatorio, completato da appena 5 anni, che Richard Carrington, quel giovedì 1 settembre 1859, mentre era dedito all'osservazione dell'immagine del Sole proiettata su uno schermo, accentrò la sua attenzione su un paio di luci accecanti apparse improvvisamente dentro una formazione di macchie solari che stava studiando.
Queste luci avevano una strana forma a fagiolo ed eguagliavano, se non superavano addirittura, la stessa luminosità della nostra stella.
Comprendendo di essere testimone di un evento straordinario, corse a cercare qualcuno che avallasse la sua scoperta ma, appena sessanta secondi dopo, al suo ritorno si accorse che l'intensità di quelle luci si era alquanto affievolita fino a scomparire.

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sunspot_med
carrington
http://www.geomag.bgs.ac.uk/documents/CarringtonforWWW.pdf

Appena dopo 18 ore da quell'osservazione, la Terra ha visto verificarsi la più grande tempesta geomagnetica di sempre, tanto che gli aghi delle bussole oscillavano in modo irregolare e nei cieli sino a bassissime latitudini comparvero aurore scintillanti.
Fu grazie a quell'osservazione di Carrington che fu possibile ricollegare le interruzioni delle comunicazioni al brillamento solare che li aveva generati, riuscendo quindi anche a trovare una correlazione con le magnifiche aurore boreali.

Ai giorni attuali sappiamo che il fenomeno è provocato da un'espulsione di massa coronale (CME), che proietta massa proveniente dal sole fin sulla magnetopausa della Terra, il confine tra il campo magnetico terrestre e il vento solare. Ed è proprio l'interazioni tra la materia solare ed il campo magnetico della Terra a causare le tempeste geomagnetiche. Queste tempeste possono interferire con le nostre reti elettriche, di comunicazione e con i sistemi di navigazione. L'intensità dell'interferenza può variare a seconda dell'intensità della tempesta.


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Nel 1859 non erano presenti reti elettriche, e il sistema di telecomunicazione più tecnologico era il telegrafo. Nonostante tutto, quella tempesta solare ebbe notevoli effetti. Furono proprio gli operatori telegrafici ad accorgersi che stava accadendo qualcosa di strano, infatti alcuni di loro furono attraversati da scariche elettriche provenienti dalle proprie apparecchiature. In alcuni casi si incendiarono le carte dei telegrafi, rischiando vari incendi.
Le aurore boreali furono visibili sino ai Caraibi e i giornali dell'epoca non fecero altro che parlare di quello straordinario fenomeno osservato nel cielo notturno. Cuba, Giamaica, Bahamas, El Salvador e anche Roma, osservarono uno spettacolo di luci nel cielo. "I cieli sembrano infuocati da fiamme incandescenti" fu il titolo del Cincinnati Daily Commercial. Il quotidiano Picayune di New Orleans, il 29 Agosto 1859 riferì che le folle si raccolsero agli angoli delle strade per osservare le aurore. Alcuni temevano che fosse un avvertimento di un disastro imminente, di un'epidemia, o addirittura della fine del mondo. Nella città di Boston invece si pensava che ci fosse un terribile incendio da qualche parte, ma non si riusciva a capire dove fosse. Poche decine di minuti dopo il colore delle aurore variò verso il verde, e allora si capì che si trattava di un fenomeno legato al cielo. Boston quindi cominciò ad ammirare quello spettacolo senza grossi timori, aiutato da cieli senza dubbio meno inquinati rispetto a quelli attuali.
Le aurore negli USA orientali e in Inghilterra furono talmente intense da permettere a chiunque di riuscire a leggere un giornale di notte all'aperto senza l'aiuto di luci artificiali.

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Ma quali effetti avrebbe potuto o potrebbe provocare un evento simile nell'attuale era tecnologica?

Oggigiorno fenomeni come brillamenti o flare solari sono molto conosciuti ed osservati, ma la loro magnitudo è sempre stata piuttosto bassa.
Recentemente, il 14 febbraio 2011 e il 23 gennaio 2012, abbiamo assistito ad brillamenti di entità modesta, comunque i più potenti da 5 anni a questa parte, che segnalano l'inizio dell'intensificarsi dell'attività solare che toccherà il suo massimo undecennale entro i prossimi 2 anni (seppur ormai previsto di intensità debole).
Ma, nonostante l'intensità relativamente bassa di questi ultimi eventi, i satelliti di telecomunicazione e di geolocalizzazione (GPS) hanno comunque avuto dei problemi a causa di interferenze che ne hanno ridotto temporaneamente le funzioni.


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Nel 2003 una tempesta solare conosciuta come "The Halloween storms" produsse interferenze ancor più importanti ed anche un breve blackout elettrico in Svezia, oltre ad aurore boreali visibili perfino in Florida e in Texas.
Ma, come comunicato in un recente ed allarmante rapporto della NASA, nel caso di una tempesta solare di proporzioni più importanti il nostro mondo rischierebbe la paralisi totale, se non addirittura una crisi di proporzioni spaventose.
Infatti, nel caso di una tempesta di intensità importante, seppur inferiore a quella del 1859, la paralisi potrebbe essere temporanea e risolvibile nel giro di poco tempo. I danni più rilevanti sarebbero collegati al possibile danneggiamento, anche permanente, della rete satellitare di telecomunicazione e della rete GPS (rete di geolocalizzazione), con problemi immediati collegati soprattutto al volo aereo, che si serve di tali sistemi, come anche dai mezzi di trasporto sia navali che terrestri (i navigatori delle nostre automobili). Le reti  telefoniche e le reti di trasmissione dati che utilizzano i satelliti sarebbero in grave difficoltà, così come problemi, anche gravi, potrebbero riguardare le reti televisive satellitari.
Ma stiamo parlando, comunque, di danni e problemi affrontabili, che potrebbero essere risolti entro pochi mesi con il lancio di nuovi satelliti. Anche le reti elettriche terrestri potrebbero essere localmente e parzialmente danneggiate, con blackout più o meno diffusi.
Ma nel caso di una tempesta paragonabile a quella dell'Evento di Carrington le tecnologie satellitari verrebbero annientate completamente. I loro microchip e le memorie dati verrebbero danneggiate istantaneamente ed irrimediabilmente, e probabilmente anche la ISS (International Space Station), ormai ingovernabile, diverrebbe poco più di un silos in rotta di collisione con la nostra atmosfera.
Ma la tempesta non si limiterebbe alle tecnologie spaziali, ed avrebbe effetti catastrofici anche sui dispositivi elettronici ed elettrici terrestri.
Anche i microchip e le memorie dei nostri pc, tablets e telefoni, nonché quelli di televisori, ripetitori, automobili, aerei, centrali elettriche ed atomiche, treni, impianti industriali (anche potenzialmente ad alto rischio ed impatto ambientale) potrebbero danneggiarsi irreparabilmente.
Inoltre gli inevitabili sbalzi elettrici sulle linee potrebbero letteralmente fondere i trasformatori che le alimentano e regolano, da i più potenti in prossimità delle centrali, fino a quelli periferici, con gli stessi effetti di una enorme tempesta di fulmini, solamente che sarebbero diffusi a livello globale, soprattutto alle alte e medie latitudini!

Ma il problema vero è che non ci sarebbero impianti industriali capaci di produrre nuovi trasformatori o microchip, essi stessi dipendenti da quelli danneggiati o impossibilitati a farlo, in tempi ragionevoli, per mancanza di energia elettrica.  
Vi immaginate che cosa possa significare un blackout elettrico globale?

I primi a farne le spese, probabilmente, sarebbero i passeggeri di aerei in volo che, ormai privi di controllo e di orientamento, poi i passeggeri di metropolitane ed ascensori, intrappolati dal blackout chissà dove.

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La NASA mette in guardia anche per tutti quei sistemi di sicurezza che ormai sono stati completamente automatizzati da sistemi computerizzati, sia a livello civile (centrali idroelettriche, dighe, centrali atomiche (Fukushima sarebbe una bazzecola a confronto), impianti industriali, ecc) che militare (uno su tutti, i sistemi missilistici a testate nucleari fuori controllo). "In ballo ci sono le tecnologie avanzate che sono alla base di quasi ogni aspetto della nostra vita", dice Bogdan dello Space Weather Prediction Center.

Una mia esperienza

Pochi anni fa, lo ricorderete, il 28 settembre 2003 alle 3.30, l'Italia sperimentò il più importante black-out della storia rete elettrica italiana (avvenuto per un concatenarsi di coincidenze ed errori anche umani).
Bene, in quell'occasione, seppur per "poche" ore, potemmo sperimentare, anche se in piccole proporzioni, come potrebbe presentarsi l'inizio di una catastrofe.
Io ero a Roma, avendo un appoggio in un appartamento in città, avemmo la brillante idea di andare alla Notte Bianca. Al momento in cui tutto si spense eravamo a Campo dei Fiori, all'aperto, insieme a tanta altra gente ed appena usciti da una visita culturale a Palazzo Farnesi... in una notte allegra e spensierata.
Ci furono pochi secondi di silenzio ovunque, poi delle grida sempre più alte e tutti fummo attratti da suoni di vetri in frantumi e colpi su lamiere provenienti dalle uniche luci presenti in piazza: due auto della polizia.

In quel caso, un gruppo di vandali, poco prima mascherati da agnellini sotto la luce dei lampioni, in pochi secondi si trasformò in un branco belve senza controllo. I poliziotti si chiusero nelle automobili e si diedero alla fuga, tutti gli altri, l'intera folla presente in piazza, reagì mettendosi alla fuga mentre vetrine e saracinesche venivano prese d'assalto dal gruppo di disgraziati protetti dal buio assoluto della notte.

(In quel caso, come in pochi altri nella mia vita, mi resi conto di quanto lo stato civile e la nostra civiltà si regga su un equilibrio precario tra brutalità primitiva e senso civico evoluto, tutt'altro che indipendente dalle contingenze materiali.)

Roma era immersa nelle tenebre e le uniche luci provenivano dalle auto in strada, i telefoni erano privi di campo e iniziò a piovere. Curiosi i tram fermi per strada con i passeggeri rinchiusi come pesci in un acquario senza poter aprire le porte! Dopo diversi km di strada a piedi insieme ad una folla da esodo, arrivammo al portone che, essendo azionato da un servo elettrico, non si apriva, né potevamo citofonare a qualcuno. Fummo fortunati che qualcuno pensò di aprire dall'interno.
Il giorno dopo solo l'autoradio fu in grado di dirci che cosa era successo. Il ritorno a casa in autostrada fu davvero singolare con le sbarre dei caselli aperte e le gallerie con le luci spente.

Un piccolo esempio che ci fa capire quanto la nostra società moderna sia fragile ed ormai completamente dipendente da una tecnologia tanto progredita quanto delicata e vulnerabile.

Sicura catastrofe o ci sono margini fattibili di prevenzione?  

Una situazione d'alto rischio imprevedibile, che potrebbe verificarsi in qualunque istante, e difronte alla quale l'umanità è nuda ed impreparata.
Una situazione che potrebbe verificarsi con molte più probabilità di un impatto meteorico catastrofico o dell'esplosione di un megavulcano, ma soprattutto una eventualità verso la quale l'uomo potrebbe ancora prepararsi e trovare soluzioni tecnologiche, invece di spendere patrimoni miliardari per combattere fenomeni ipotetici e con risultati infinitesimali (come l'AGW).

Tra le soluzioni possibili e fattibili ci sono quelle di ricostruire l'ormai vecchia rete elettrica con una meno vulnerabile alle interferenze solari.
Oppure puntare sui sistemi di osservazione che possano permetterci di individuare i primi segnali di una imminente tempesta solate.
"Delle previsioni più accurate potrebbero consentire alle autorità di intraprendere delle azioni per mitigare gli effetti di questi fenomeni”, dice il fisico Rodney Viereck dello Space Weather Prediction Center.
Infatti, come affermato dal suo collega Bogdan, le emissioni più perniciose delle tempeste solari viaggiano abbastanza lentamente da poter essere individuate dai satelliti molto prima che le particelle colpiscano la Terra. "Abbiamo a disposizione circa 20 ore per decidere quali azioni intraprendere", dice Viereck.

Le società energetiche potrebbero, in tal modo, proteggere i preziosi trasformatori staccando la corrente poco prima che la tempesta ci colpisca. Ciò produrrebbe dei blackout a livello locale, che però non durerebbero a lungo.

In caso di una tempesta solare in pieno stile 1859, se non peggiore, verremmo catapultati in un battito di ciglia direttamente in pieno medioevo, ma con i problemi di sovrappopolazione e di tecnodipendenza tali da produrre una vera e propria apocalisse. In quel caso sarebbe la terza guerra mondiale e non la quarta (come invece disse Alber Einstain: "non so come si combattera' la terza guerra mondiale, ma sono certo che la quarta si combatterà con le pietre e con le clave), probabilmente, ad essere combattuta a colpi di clava e coinvolgerebbe chiunque di noi per la lotta per la sopravvivenza!

Massimiliano Santini

Fonti:
http://adsbit.harvard.edu/cgi-bin/n...MNRAS..20...13C
http://science.nasa.gov/science-new...arringtonflare/
http://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Carrington
http://www.nationalgeographic.it/sc..._today_-204818/
http://www.naturalnews.com/033564_s...wer_plants.html
http://www.geomag.bgs.ac.uk/education/carrington.html
http://www.space.com/12580-sun-unleashes-major-solar-flare.html
http://www.meteoweb.eu/2012/02/rich...-storia/121121/
 




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Messaggio Re: La più grande tempesta solare mai registrata (1859). E se accadesse oggi?

#2  marvel Sab 25 Feb, 2012 18:01

Collegato anche a questo topic.
 




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Messaggio Re: La più grande tempesta solare mai registrata (1859). E se accadesse oggi?

#3  marvel Ven 28 Mar, 2014 12:09

Ebbene, nel luglio 2012 ci siamo andati molto vicini!
Una delle eruzioni solari con espulsione di massa coronale più potenti di sempre (la più potente da quando si utilizzano strumentazioni di rilevamento moderne) ci ha mancati per appena 9 giorni.
Infatti se l'evento fosse avvenuto appena 9 giorni prima, la Terra si sarebbe trovata proprio sulla traiettoria di questo "getto" che avrebbe causato conseguenze catastrofiche per la nostra società, così dipendente dagli apparati elettronici.


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Quello che accadde nel 1859 (l'Evento di Carrington), considerata la più grande tempesta geomagnetica-solare mai registrata, sarebbe stata surclassata, per effetti sul mondo civilizzato, da questo nuovo evento.
La rete satellitare sarebbe stata irrimediabilmente danneggiata, anzi, annientata.
Le linee di distribuzione dell'elettricità sarebbero saltate (fatto già accaduto in passato in Sud Africa e In Canada per eventi di intensità molto minore) con danni enormi.  
I sistemi elettronici di tutto il pianeta, dagli orologi ai cellulari, computers, televisori, centraline elettroniche delle automobili, apparati medicali ospedalieri, pacemakers, treni, aerei (anche in volo, con conseguenze disastrose), sistemi di controllo delle armi atomiche, sistemi di controllo delle centrali atomiche, sistemi di gestione delle dighe, degli impianti industriali, e tutto ciò che vi viene in mente di elettronico, si sarebbe danneggiato senza possibilità di riattivazione.
Riattivazione che, tra l'altro, sarebbe stata anche del tutto inutile, visto che gli stessi dispositivi necessitano di essere alimentati a corrente elettrica che nessuna centrale elettrica sarebbe più in grado di produrre, erogare e distribuire!
La stessa stazione spaziale ISS si sarebbe spenta per sempre (e con lei gli astronauti).

In pochi minuti, anche senza preavviso, ci saremmo potuti ritrovare in un mondo pre-tecnologico, un balzo indietro di 1 secolo o 2.

Miliardi di persone senza elettricità, sistemi di comunicazione (dimenticatevi anche internet) e di trasporto, senza cibo, senza riscaldamento, senza lavoro, senza denaro, senza tutto.

Il caos più totale.

Inoltre è bene sapere che dal 1859 il nostro campo magnetico terrestre, che ci protegge dai raggi cosmici e dalle radiazioni solari, si è indebolito del 6,3% all'anno dalla metà del 19° secolo. Si tratta di fluttuazioni del tutto naturali che, però, possono avere conseguenze drammatiche in questi casi. Avere un ombrellino di carta, invece che un buon ombrello resistente ed impermeabile, sotto una grandinata, può fare la differenza!

L'abbiamo scampata per un pelo, ma mi chiedo se il mondo non debba decidersi veramente a prevenire questo tipo di conseguenze. In teoria è possibile (rete satellitare a parte). "Basterebbero" dei sistemi di emergenza in grado di disinserire totalmente l'alimentazione alle reti elettriche e lo spegnimento delle centrali elettriche. Un blackout globale indotto non appena vi siano i primi segnali concreti dell'arrivo della tempesta, magari intensificando una rete satellitare sentinella (un po' come delle boe marine di allerta).

Insomma, basterebbe un investimento relativamente basso, in Italia basterebbe investire 1/10 o meno di quanto spenderemo per quei benedetti F35 per metterci in sicurezza.

Sarà il caso di farlo?

 

Documentario:


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