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Messaggio Stazione Meteo e Webcam a Monte Nerone (1525 m).........

#1  tifernate Mar 04 Ott, 2005 18:47

....l'Utilità meteorologica è alta, intanto perchè è un monte isolato sull'estremo NE del confine umbro-marchigiano, ultimo bastione prima dell'entrata della Bora/Tramontana e poi è a 1525 metri di quota la cima mentre il rifugio Corsini/Scarscelli da poco più di un anno completamente ristrutturato, si trova a circa 1350 m slm, praticamente un radiosondaggio. Inoltre turisticamente è importante per GL'impianti sciistici, anch'essi da poco rimessi a nuovo e con l'attuale trend invernale ben sfruttabili.

Ciao

..continua.......
 



 
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#2  tifernate Mar 04 Ott, 2005 19:00

Ecco alcune foto del luogo, scattate il 7 febbraio del 2005.

Ciao

Rifugio1.jpg
Descrizione: il rifugio con l'impianto ed i sciatori in fila 
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Visualizzato: File visto o scaricato 1838 volta(e)

Rifugio1.jpg

Impianti1.jpg
Descrizione: gl'impianti e le piste viste dal ripetitore della cima 
Dimensione: 368.13 KB
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Impianti1.jpg

Pista2.jpg
Descrizione: la vista che più o meno si vede da una delle finestre del rifugio 
Dimensione: 294.34 KB
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Pista2.jpg


 



 
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#3  meteourbino Mer 05 Ott, 2005 10:32

Fabio sentiamoci in icq così mi dici tutto quello che occorre dal rifugio per installare la stazione. La quota del rifugio cmq è a 1225 metri   
Sarebbe davvero utile una stazione con webcam lì non solo per gli impianti sciistici ma anche per sapere la quota neve e il vneto in quota in inverno e sopratutto per voui umbri per sapere in anticipo quando arriva la bora
 




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#4  tifernate Mer 05 Ott, 2005 12:12

Qual'è il tuo numero od il tuo nick ICQ?

il mio nick è tifernate167 il n° 157427739

Ciao
 



 
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#5  meteourbino Mer 05 Ott, 2005 13:37

Io entro con il nik meteourbino.

Ciao
 




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#6  tifernate Dom 16 Ott, 2005 12:26

..posto qui questo articolo perchè mi sembra molto interessante per entrare nel contesto di Monte Nerone:

La vera storia dello sci a monte Nero

http://www.montenerone.it/page.aspx?cat=News&id=4&news=9
  

MONTE NERONE, UNA PROMESSA PER LO SPORT BIANCO

(Ovvero la vera storia dello sci a M. Nerone)  

Fu questo il titolo apparso nella Rivista Ufficiale dell’ ENIT in quel lontano anno 1967 per comunicare agli amanti dello sci la nascita della piccola stazione invernale di Monte Nerone in Provincia di Pesaro e Urbino: diventava quindi realtà un sogno da anni vagheggiato dagli  sciatori urbinati; le strutture erano costituite da una  sciovia di circa 600 metri, costruita dalla Soc. Leitner di Vipiteno (che già da allora cominciava ad occuparsi anche degli  Appennini), una  piccola   ma  solida  costruzione  in  legno,  intitolata  subito “Rifugio Corsini”,  in onore  del Principe Corsini di Firenze, proprietario  dei terreni   che venivano dati in concessione gratuita per gli impianti.- “ Gratuita perchè” – come ebbe a dire il Principe all’Avv. Enzo Vampa di Urbino, tenace propugnatore della costruzione degli impianti – “dopo aver regalato”, così disse, “ la cima della montagna alla ricca ed opulenta Rai per installare il ripetitore TV”, gli era particolarmente gradito pensare che gli sciatori della Provincia – soprattutto quelli urbinati – potessero divertirsi e fare giravolte nei suoi prati di M. Nerone”- . Fu così che nel lontano anno 1966,  su iniziativa dello Sci Club di Urbino – forte di oltre 150 iscritti ed affiliato Fisi – ed in particolare del suo Presidente Avv. Enzo Vampa, appassionato frequentatore invernale dell’Appennino, venne interessata la Provincia di Pesaro e Urbino, al fine di ottenere il finanziamento per la costruzione di una sciovia in una delle nostre tre montagne: Catria, Nerone e Carpegna.-
Si era nel lontano 1966 e pochi erano gli sciatori della nostra Provincia, ma subito i Comuni interessati si misero  “in lista”, si fa per dire, perchè venisse scelta la propria montagna, comprendendosi che le nuove strutture avrebbero determinato un indotto economico per le popolazioni interessate e creato posti di lavoro.- L’Amministrazione Provinciale - su segnalazione di altro grande appassionato urbinate dello sci, l’Avv. Michelangelo Renzetti -  dette incarico all’Ing. Ugo Illing di Cortina, noto progettista dei più rinomati impianti di risalita della  Conca Ampezzana, perchè riferisse quale era a suo parere la montagna più idonea per la ubicazione e costruzione della sciovia.-

 Fu scelto M. Nerone in Comune di Piobbico, anche dietro i suggerimenti metereologici ed  ambientali riferiti dall’Avv. Vampa;  in particolare fu scelta la zona del Mandrione, per la sua esposizione a Nord, la giusta pendenza dei terreni, per la natura boschiva della zona, protetta com’ è  dal vento costante di libeccio, ed anche per lo spettacolare paesaggio, quasi una balconata verso il Montefeltro ed il mare, ben visibile nelle fredde giornate invernali-. Venne costituita una società, di cui faceva parte l’Amministrazione Provinciale e l’Ente Provinciale del Turismo – che avevano erogato un contributo, rispettivamente di 10 e 5 milioni – lo stesso Principe Corsini e due noti imprenditori piobbichesi, Catani Domenico e Rossi Leo, che ebbero a finanziare in larga misura le opere per la realizzazione degli impianti.-

 I primi anni di gestione furono difficili; nessuno  aveva l’esperienza necessaria per gestire una sciovia nel duro clima invernale di M. Nerone; non esistevano operai che fossero in grado di gestire e controllare le pur non complesse tecnologie di un impianto di risalita; “le galaverne” di M. Nerone creavano non pochi problemi di gestione per i “traini”, che le aziende del settore costruivano tenendo conto soprattutto delle condizioni climatiche alpine ben diverse, da quelle appenniniche, caratterizzate da forti sbalzi termici e dall’umidità-. Nel giro di qualche anno la Società  iniziale, in chiara difficoltà, affidò la gestione della sciovia e del Rifugio Corsini allo Sci Club Urbino che per anni - con grandissimi sacrifici personali di tutti i suoi iscritti – profuse ogni energia per conservare e gestire le strutture che, diversamente, in poco tempo sarebbero andate perdute. Nell’occasione è doveroso ricordare il grande contributo dato da Gianni Ugoccioni, urbinate pure lui, tornato in Italia dalla Svizzera negli anni 1972 – 73, dove aveva lavorato per lungo tempo come montatore e tecnico di impianti di risalita. Gianni Ugoccioni, già apprezzato e stimato tecnico presso l’Istituto Tecnico Industriale di Urbino, con la sua grande esperienza e capacità ha certamente dato un contributo determinante (e che dà tutt’ora ) per il “savataggio” e la conservazione degli impianti.-

Intorno alla metà degli anni 70, nella prospettiva di utilizzare la sciovia anche d’estate, venne installata una pista artificiale, sulla base delle indicazioni ricavate da quella esistente nella “Città della Domenica” di Perugia; la posa in opera della neve di plastica avrebbe garantito la copertura del terreno anche d’inverno, nei punti e nei periodi di scarso innevamento. L’iniziativa non ebbe purtroppo successo (e durò pochi anni), sia per la difficoltà di tenere pulita la pista dall’erba estiva e primaverile, sia per i rilevanti costi di gestione che non potevano essere ulteriormente sopportati dalla Società.-

Intorno agli anni 80 al gruppo urbinate si aggiunse una forte rappresentanza di appassionati sciatori della vicina Città di Castello (con la costituzione di una nuova Società), con a capo Fabio Pacciarini ed il compianto Sergio Scarselli – di recente scomparso – al quale va riconosciuto l’indiscusso merito di essere riuscito a reperire i finanziamenti pubblici necessari per la recente sostituzione della gloriosa sciovia, smantellata per fine durata tecnica (30 anni dalla costruzione), e per la ricostruzione del vecchio e caro “Rifugio Corsini”. A Sergio Scarselli va anche e soprattutto riconosciuto il merito di aver gestito le strutture - sia pure con criteri non sempre condivisibili  - per oltre 20 anni con pochi collaboratori e con grande sacrificio personale e nell’inerzia ed apatia totale degli Enti Pubblici interessati che invece, doverosamente, avrebbero dovuto – e dovrebbero – con supporti concreti affiancare le iniziative private nell’interesse sopratutto delle popolazioni locali.-

Le suaccennate difficoltà , e di certo anche quelle ambientali, metereologiche e conseguentemente di accesso al Rifugio Corsini, hanno sicuramente influito sul mancato sviluppo dello sport invernale a M. Nerone. Sono tuttavia da respingere le superficiali e ricorrenti battute “ma a M. Nerone  la neve non tiene”, anche se è indubbio che negli ultimi anni le precipitazioni nevose sono sensibilmente diminuite; ma oggi con la neve programmata il problema è oggettivamente superabile, come lo stanno dimostrando le Società  proprietarie dei vicinissimi impianti di M. Carpegna che hanno installato nella scorsa stagione invernale 2003 –2004 un moderno impianto di innevamento, e come  lo stanno dimostrando tutte le stazioni appenniniche della Toscana, dell’Emilia Romagna e dell’Abruzzo che già da anni utilizzano la neve programmata. Per tale mancato sviluppo M. Nerone è purtroppo ormai da anni considerato la “Cenerentola” degli sport invernali dell’Appennino Centrale, fermo com’è, come numero di strutture, a quelle costruite con entusiasmo - ormai fine a se stesso - nel lontano 1967.-

Nell’anno 2000, su iniziativa dell’Avv.to Enzo Vampa di Urbino, si è costituita altra Società, la Soc. Impianti Turistici Serravalle di Carda – M. Nerone S.r.l., che ha creato un campo scuola per principianti e bambini, in località La Cupa di M. Nerone a quota 1.400 metri, utilizzando in concessione i terreni di proprietà della Università Agraria di Serravalle di Carda. Di essa fanno parte anche, il Prof. Paolo Castellani, speleologo e vecchio lupo di M. Nerone fin dai tempi della sciovia del Corsini, l’Avv. Amedeo Montanari, esperto in problemi amministrativi e societari, molti giovani di Serravalle, imprenditori della zona, i Comuni di Apecchio e di Piobbico, la Comunità Montana del Catria e del Nerone, l’Università Agraria di Serravalle di Carda proprietaria dei terreni dati in concessione, il cui Presidente Gianfranco Cantarini è stato ed è fra i promotori più importanti  e lungimiranti della iniziativa, ed infine Pino Forlucci, Consigliere Comunale  al Comune di Apecchio, a cui va il merito di aver fatto inserire circa 15 anni addietro, la Cupa di M. Nerone nel Piano Regolatore del Comune di Apecchio, quale zona per l’ insediamento di strutture turistiche. Il Campo Scuola è già dotato di due manovie, due battipista, di tutte le strutture necessarie per la gestione degli impianti, un piccolo anello per il fondo suscettibile di sviluppo. E’ inoltre in fase di sistemazione il laghetto del Pantano, in prossimità della Cupa, anche con il contributo della Comunità Montana del Catria e del Nerone che utilizza fondi CEE e che consentirà l’installazione di un impianto per l’innevamento artificiale per la stagione 2005 – 2006. E’ in fase di studio anche il profilo di una sciovia a fune alta, sfruttando il canalone del “Bugarone” e da collegarsi dal  basso con il campo scuola della Cupa.-  

***************************

PROSPETTIVE DI SVILUPPO E DI POTENZIAMENTO DEGLI IMPIANTI PER LO SCI A M. NERONE

Fin dagli anni 1982 – 1983, in un’ottica di potenziamento degli impianti di risalita, vuoi anche per risolvere il problema dell’accesso agli impianti del Rifugio Corsini (ancor oggi c’è un problema di viabilità e di accesso al Corsini in presenza di difficili condizioni atmosferiche), l’Avv.to Enzo Vampa aveva suggerito ai due Comuni interessati di Piobbico e di Apechio, ed anche alla stessa Società proprietaria degli impianti del Corsini – di cui lo stesso faceva e fa parte – di realizzare l’accesso agli impianti del Corsini con una seggiovia con partenza dalla località Ranco (quota m. 1000 e a 10 minuti di strada dal paese di Serravalle di Carda, tratto di strada percorribile anche con le peggiori condizioni atmosferiche) e con arrivo e collegamento con la sciovia del Corsini a quota m. 1.450.-

Il canalone del Ranco – ben innevato anche per 3 mesi durante l’inverno, protetto com’è dai venti da Nord e da Ponente, che anzi facilitano il deposito della neve – rappresenta la via naturale di accesso alla sovrastante zona del Mandrione, certamente la più adatta per la pratica dello sci; la zona  per la  sua esposizione a Nord – Ovest ed ampiezza,  consentirebbe lo sviluppo di piste di discesa di Km  3.800 di lunghezza lineare, con un dislivello di circa 450 metri, utilizzabile  anche per lo sci agonistico. L’iniziativa andò molto avanti, al punto che furono preparati i profili, i progetti ed i preventivi di massima del costo degli impianti a cura della Società Doppelmmeyr di Lana (BZ); venne interessata anche la Provincia di Pesaro e Urbino; furono fatti sopralluoghi Forestali; si sarebbe costituita una Società Cooperativa S.r.l., con la adesione degli Enti (Provincia, Comuni e Comunità Montana), privati ed imprenditori turistici. Senonchè la incomprensibile ed accanita opposizione della Società proprietaria degli Impianti del Corsini – che invece avrebbe dovuto essere la maggiore interessata all’iniziativa – bloccò l’iniziativa sul nascere anche per il coinvolgimento – del tutto immotivato – di alcune associazioni naturalistche. Non par dubbio comunque che solo con l’accesso alla zona del Mandriane, con una seggiovia dal Ranco, si potrà dare il là allo sviluppo dello sci a M. Nerone. E’ ancora possibile realizzare questo progetto: ma lo si potrà fare solo con il contributo di tutti gli Enti, Comuni di Piobbico e Apecchio, Provincia di Pesaro e Urbino, Comunità Montana del Catria e del Nerone e delle due Società proprietarie degli impianti, cercando di attingere ai contributi Regionali previsti dalla legislatura in vigore.

Fonte: Impianti Turistici Srl Avv. Vampa Enzo
 



 
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#7  tifernate Dom 16 Ott, 2005 18:31

.ecco un altro protagonista......sinceramente mi pare una posizione un po' integralista, forse la stessa se non peggio di quella che ha messo le "briglie" ai Sibillini.

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http://www.lalupusinfabula.it/

Sciovie sul Catria e Nerone
  
Robe da matti le idee e le scelte dell’amministrazione regionale e del sindaco di Frontone rispetto lo scellerato stanziamenti di ingenti somme per un fantomatico progetto di miglioria degli impianti sciistici sul Monte Catria. Abbiamo vissuto l’estate più torrida che memoria umana ricordi ed è noto anche che probabilmente non sarà l’ultima visto che il clima si va riscaldando. Sono noti anche e soprattutto i problemi di rifornimento idrico in provincia di Pesaro e Urbino, imputabili più ai problemi causati dalle attività antropiche che alla natura (l’acqua ci sarebbe ma è inquinata dai nitrati). Sono abbandonati tutti gli impianti da sci dell’arco alpino al di sotto dei mille metri di quota e sono per lo più chiusi quelli al di sotto dei millecinquecento, a causa della mancanza di neve invernale. Di fronte a tutto ciò la Regione Marche stanzia oltre sei milioni di euro (dodici miliardi delle vecchie lire) per il potenziamento dello sci nelle Marche! E il sindaco di Frontone rincara la dose…di assurdità. Questi soldi saranno spesi prevalentemente nel pesarese, (nota provincia alpina…) e serviranno per rimettere a nuovo e ampliare gli impianti del Catria, del Nerone e del Carpegna, e per predisporre impianti di innevamento artificiale su queste “altissime montagne”. Non solo, essendo le stesse montagne poco dotate di acque superficiali, si faranno anche dei laghi in quota! Con quale acqua? Con quella che si pomperà dal basso, che tanto ce n’è da vendere… Così questi monti conosceranno una nuova età dell’oro legata allo sci alpino e il Montefeltro metterà in ginocchio la Val d’Aosta e i suoi ghiacciai che già iniziano a sciogliersi... La Regione Marche dimostra ancora di avere una politica devastante per gli ambienti naturali, che in provincia di Pesaro trova, guarda caso, terreno fertile, e anche qualche sindaco, per cosi dire, ingenuo. Il Monte Catria, cosi come il Monte Nerone, non meritano altri soprusi, ma un Parco Nazionale. Il Monte Carpegna dovrebbe essere gestito per quello che è, cioè un Parco Naturale Regionale. Le potenzialità turistiche ci sono eccome ma nessuna di essa contempla lo sci: quello che non c’è è il marchio di qualità, cioè il Parco. Quel che è di troppo sono le strade, le cave, gli impianti eolici senza senso, le attività umane non compatibili (caccia e taglio ceduo ovunque) e solo chi non riconosce veramente la qualità di certi luoghi può anche solo ipotizzare nuove piste da sci, chalet e skilift fin sulle vette. Per quanto riguarda la bidonvia del Monte Catria occorre confrontarsi e parlarne, a patto che si mettano da parte le allucinanti proposte del sindaco di Frontone.
 



 
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#8  burjan Lun 17 Ott, 2005 01:56

Citazione:

forse la stessa se non peggio di quella che ha messo le "briglie" ai Sibillini.


Eh no, questa non la volevo sentire!!!
Io sono stato fra quelli che hanno lottato strenuamente contro i piloni in Val di Canatra e i disboscamenti connessi, contro il trenino a cremagliera sul Pizzo Berro, etc. Ho visto quei progetti, che avrebbero sfigurato le nostre montagne con il via alla speculazione edilizia. In Val di Canatra, i piloni dovevano andare esattamente sui valloni dove nidifica il gufo reale e dove probabilmente si riproduce il lupo...
Non siamo stati integralisti. Il turismo sciistico di discesa di massa è stata ed è una delle principali cause di devastazione ambientale sulle montagne italiane, un modello di sviluppo devastante. Se i Sibillini si sono salvati, questo si deve solo al coraggio di chi,  a metà degli anni Ottanta, è andato a sfidare gli sganassoni a Castelluccio o ad Ussita per dire che l'ipotesi per il futuro doveva essere un'altra.  

Non posso essere che d'accordo con l'articolo: o Parco o Sci.
 




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#9  tifernate Lun 17 Ott, 2005 10:52

......non parlavo di piloni in Val di Canatra ma di una maggiore oculatezza nel posizionamento dell'impiantistica, da Forca Canapine agl'impianti marchigiani. L'impiantistica per lo sci da discesa, se fatta bene, è un'occasione di sviluppo e non di devastazione.......

Ciao
 




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#10  meteourbino Lun 17 Ott, 2005 11:13

Sono daccordo con te Fabio   Secondo me le nostre montagne marchigiane ed in modo particolare conoscendole meglio quelle del pesarese, stanno subendo un forte regresso dal punto di vista turistico e questo proprio per la mancanza di certi servizzi che non vengono offerti da queste località! La stazione invernale dell' Eremo in Carpegna è l' unica che ha e stà incrementando il turismo della zona! La realizzazzione di un impianto di neve programmata e la porssima realizzazione di una seggiovia non hanno di certo deturpato il paesaggio, ma ben sì hanno migliorato i servizzi offerti al turista che va più volentieri a trascorrere un fine settimana in quel posto, incrementando l'indotto turistico anche di quei paesini vicini che altrimenti sarebbero  " morti"   La ristrutturazione degli impianti del monte Acuto, tra l'altro la montagna più alta del pesarese e quella dove nevica di più! Aiuteranno a creare o ha potenziare il turismo di quella zona sia nel periodo invernale  ma anche nel periodo estivo, e non vedo cosa ci sia di male ristrutturare una vecchia struttura abbandonata da anni e potenziarla con altre strutture compatibili, sempre nel rispetto dell'ambiente!
 




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#11  tifernate Lun 17 Ott, 2005 14:00

......questa è l'attuale impiantistica-telecomunicazioni di Monte Nerone che alto 1525 metri, se teniamo conto del traliccio principale alto 116 metri, si andrebbe sopra i 1600 metri

http://tifernate2005.altervista.org...tNeroneRip2.jpg

mtneronerip2

 Poi in cima vicino alle antenne ci sono 2 gruppi di caseggiati, uno tecnico molto grande, credo a tre piani per alcune centinaia di metri quadrati. Poi esposto a sud c'è il caseggiato dei militari con veranda e vetrata ben visibile in questa foto zommata:

http://tifernate2005.altervista.org...tNeroneRip1.jpg

mtneronerip1

Questa le viste, rispettivamente verso N e verso SE (con tutte le principali vette dellìAppennino umbro-marchigiano che spuntano dalle nubi basse), dal piazzale prima dell'installazione:

http://tifernate2005.altervista.org...eronevistaN.jpg

http://tifernate2005.altervista.org...ronevistaSE.jpg

mtneronevistan

mtneronevistase
 



 
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#12  meteourbino Lun 17 Ott, 2005 16:02

Sono venute benissimo le foto   Come posizione, lì dove avevamo visto sabato mi sembra l'ideale no?   Come  è andato il colloquio con Tascini?
 




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#13  tifernate Lun 17 Ott, 2005 16:16

meteourbino ha scritto: 
Sono venute benissimo le foto   Come posizione, lì dove avevamo visto sabato mi sembra l'ideale no?   Come  è andato il colloquio con Tascini?


Ciao Francesco, io Massimiliano e Giancarlo (Ramsat) probabilmente andremo su a Monte Nerone domani pomeriggio, dato che Giancarlo prima di sparare cifre e cercando di ridurre ancor più i costi che dicevamo l'altro giorno, vorrebbe fare un sopralluogo sul posto. Viene su da Roma perchè deve sistemare Turrita di Montefalco ed altre cose la mattina, poi nel pomeriggio vuol vedere il posto a Monte Nerone. Tu potresti venir su domani pomeriggio con noi?  Ce la fai?
Per quanto riguarda Tascini aspetto domani, ma già mi sono informato dove abita, numeri di tel etc.

Ciao
 



 
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#14  Mario Telluccio Mer 19 Ott, 2005 14:46

una stazione meteo e webcam a monte nerone è quasi un dovere
 




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Messaggio Re: Stazione Meteo e Webcam a Monte Nerone (1525 m).........

#15  tifernate Mer 01 Nov, 2006 12:58

......... i soldi stanziati e l'accordo con la Comunità Montana del Catria e Nerone ci sono, Umbriamteo/Meteoappennino sta aspettando l'approvazione definitiva, che dovrebbe giungere a giorni, per poter partire con l'istallazione di una stazione meteo e forse due webcam(una in cima e una al rifugio sugl'impianti da sci) a 1500 m......perfetta per il GPT ad 850hPa, tra l'altro è quasi libera atmosfera.

Ciao
 



 
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