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Messaggio Tariffa bioraria, il risparmio? Tre euro e mezzo (l’anno) e prezzi in impennata.

#1  marvel Mar 17 Apr, 2012 12:58

Non mi sono mai fidato molto della tariffa bioraria perché, dati alla mano, ho sempre creduto che il risparmio fosse limitatissimo e che condizionasse troppo la tempistica dei consumi.
Ora che questi dati mi danno ragione, si affaccia anche la possibilità, se non probabilità, che anche "a causa" delle rinnovabili, in primis fotovoltaico, i prezzi dell'energia elettrica lievitino ancora... anche di notte, rendendo la fascia notturna, addirittura, per niente vantaggiosa e in alcuni casi svantaggiosa (in dipendenza delle garanzie del contratto stipulato).

Tariffa bioraria, il risparmio? Tre euro e mezzo (l’anno)

La tariffa bioraria si dimostra una promessa non mantenibile. Sì, ma in termini quantitativi che cosa significa? Al proposito si può consigliare la lettura di un articolo comparso sul numero dello scorso novembre-dicembre della rivista specializzata, «L’Energia Elettrica». Lì i ricercatori dell’Rse (Ricerca sistema energetico) Michele Benini, Massimo Gallanti, Walter Grattieri e Simone Maggiore, si sono concentrati su un paio di questioni. Su quanto abbia influito sulle abitudini degli italiani la decisione di introdurre la bioraria (obbligatoriamente da luglio 2010 per i consumatori in «maggior tutela», ovvero l’80% delle famiglie). E sui vantaggi in termini di risparmio in bolletta. L’analisi sul campione dà risultati chiari. E sconcertanti. Nei mesi successivi all’introduzione della bioraria lo spostamento di consumi dal diurno al notturno (ore vuote) è dell’1% circa. Molti consumatori erano già sul notturno. I risparmi? Il massimo risparmio ottenibile da un consumatore assai virtuoso non avrebbe superato i 29 centesimi di euro al mese. Tre euro e mezzo l’anno. Non si dice spesso che le cifre parlano da sole?

twitter @stefanoagnoli

http://energia.corriere.it/2012/04/...-e-mezzo-lanno/

NELLA FASCIA 17-21 IL PREZZO DELL'ELETTRICITÀ È SALITO DEL 30% NELL'ULTIMO QUADRIMESTRE 2011
La beffa della tariffa bioraria
L'energia di notte ora costa di più

L'arrivo delle rinnovabili ha rivoluzionato il mercato elettrico

MILANO - Fare andare la lavatrice di notte per risparmiare sulla bolletta. Oppure la lavastoviglie, il ferro da stiro, lo scaldabagno, ma tassativamente dopo le sette di sera o prima delle otto del mattino. Si chiamano «tariffe biorarie» e sono diventate popolari dalla seconda metà del 2010. Ma ora, dopo due anni, rischiano di tramutarsi in una mezza delusione. O quanto meno in una promessa sempre più difficile da mantenere appieno: si era partiti puntando su un progressivo incremento del risparmio in bolletta per i consumatori, dal 5% in su. Adesso ci si accorge che, rebus sic stantibus , non sarà più possibile. Per provare a incidere con un incentivo concreto sulle abitudini di consumo degli italiani bisognerà procedere come minimo a una revisione dell'attuale meccanismo.

Che cosa è successo? Che ci si è messa di mezzo una rivoluzione del mercato dell'energia.
In sintesi: l'energia elettrica, nelle fasce serali, oggi non è più così a buon mercato come è storicamente stato. Anzi, in qualche caso il suo prezzo è addirittura superiore a quello delle «ore di punta», la fascia oraria tra le 8 e le 19 che va dal lunedì al venerdì e che concentra i maggiori consumi. Intendiamoci: chi ha stipulato contratti «biorari» sul libero mercato o non si è mai affidato a offerte alternative a quelle previste dall'Autorità (la «maggior tutela») continuerà a pagare quanto previsto da ciò che ha sottoscritto (e finché dura il contratto). Chi ha optato per la formula che va per la maggiore sul mercato libero, quella «flat» (tutto compreso e prezzo bloccato per un periodo predeterminato), non vedrà differenze. Ma l'idea che la tariffa bioraria consenta di difendersi dagli aumenti in bolletta dovrà in qualche modo essere ripensata. E con essa anche il proposito «strategico» di cambiare il modello di consumo degli italiani.

Ciò che è accaduto è il risultato dell'irruzione sul mercato elettrico delle energie rinnovabili, eolico e fotovoltaico: 6.600 megawatt di potenza installata a fine 2011 per il primo e 12.500 megawatt per il secondo. Quando vanno a pieno regime, prevalentemente durante le ore diurne e quindi di «picco», hanno diritto di precedenza su tutte le altre forme di energia. La conseguenza è che il parco delle centrali elettriche a gas, «spiazzato» dai nuovi venuti, è stato via via confinato in orari periferici, e si attiva con minor frequenza. Quando il sole tramonta, però, si assiste a un evento particolare: non solo vengono a mancare quasi d'improvviso le forniture di energia rinnovabile, ma il sistema deve anche affrontare l'innalzamento serale dei consumi, una «rampa di carico» inferiore a quella della mattina presto, ma non trascurabile. Per coprirla si richiamano in servizio le centrali a gas, ma questo continuo «stop and go», e la necessità di tenere accesi e pronti all'intervento gli impianti, ha un costo. Di più: le aziende proprietarie sanno benissimo che hanno poche ore nella giornata per «recuperare» i margini necessari per ripagare almeno il combustibile. E si muovono di conseguenza, tenendo alti i prezzi.

Risultato: nel 2011, nelle ore di maggior produzione fotovoltaica (dalle 7 alle 16), l'incremento di prezzo è rimasto contenuto al 7% rispetto al 2010. Nelle altre ore è cresciuto invece del 20%. Nella fascia dalle 17 alle 21, nell'ultimo quadrimestre 2011, è stato del 30%. Lo scorso marzo si è assistito addirittura al sorpasso: il prezzo delle ore serali ha superato (93 euro/mwh contro 83) quello delle ore diurne. Se ad essere colpiti sono i cittadini ancora in «maggior tutela» (e le aziende che hanno concentrato i consumi di notte) urge comunque una correzione del sistema, magari scadenzando diversamente la divisione tra ore «di punta» o «intermedie» o «fuori punta». L'Autorità per l'energia ci sta pensando, ma la questione è delicata perché riguarda il «messaggio» da trasmettere ai consumatori. E in questi tempi difficili il rischio di disorientarli è elevato.

Stefano Agnoli
http://www.corriere.it/economia/12_...08dbe0046.shtml
Vedi anche ottimo articolo riassuntivo su: http://www.climatemonitor.it/?p=24920

Vedere anche video: http://video.corriere.it/che-cos-ta...d9-25a08dbe0046
 




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