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Messaggio E' ufficiale: il deserto c'è anche in Italia

#1  burjan Sab 26 Lug, 2008 15:31

Da "Repubblica.it":

Il  Maghreb ha attraversato il Canale di Sicilia. Si è portato il suo cielo rovente e un deserto che non è fatto di dune sabbiose ma di terra grigia e senza vita. Non cresce più niente in contrada Stretto, collinetta a cinque chilometri da Licata, avamposto dell'Africa italiana. La desertificazione, finora spiegata dagli scienziati agli scienziati con assi cartesiani e istogrammi, si materializza in un chilometro quadrato di crepe e sterpaglia. L'acqua è finita da un pezzo. È rimasto il sale che trascinava con sé. Il sale impolvera il terreno, il sale si compatta in blocchi cristallini che riverberano la luce. Il sale è l'angoscia persistente di chi, a valle, ogni giorno combatte per respingere l'invasore, per tenere lontano il deserto.

Sulla strada per contrada Stretto i cellulari prendono a fatica e se ti fermi con la macchina dev'essere perché hai un problema. «Vi serve qualcosa? Avete bisogno di aiuto?», chiede un dipendente della provincia di Agrigento insospettito dalla nostra auto in sosta così vicino al deserto. A insospettirsi sono anche due lucertole che chissà da quanto tempo non vedevano tanta confusione e per questo sbucano rapide da un crepaccio per riparare in un altro più profondo e sicuro. La vita, nella terra che non ha più vita, appartiene solo a loro. Gli ultimi uomini a passare da qui sono stati i pastori: lo dimostra la cenere che si è stampata sui sassi. Hanno dato fuoco alla sterpaglia: speravano che questo servisse a ritrovare, nella stagione fresca, un po´ di erbacce da dare alle bestie. Speranza vana. Qui non cresce più niente. «Il suolo ha perso irreversibilmente la sua fertilità», sentenziano Fabio Guaitoli e Gabriella Matranga, agronomi dell'assessorato all'Agricoltura da tempo impegnati nello studio del territorio e delle sue trasformazioni. La desertificazione, sottolineano, non è legata solo al clima che cambia.


La colpa, invero, è anche di chi ha coltivato questa collina quando ancora si poteva. Chi l'ha arata se n'è infischiato delle procedure indispensabili per scongiurarne l'erosione e oggi non si può più tornare indietro. Vecchia storia l'imprudenza e la scarsa lungimiranza dei contadini siciliani. Solo che finora, in altre zone dell'Isola, la natura è comunque riuscita a tenere botta, a rigenerarsi. Qui è diverso: non piove mai e fa troppo caldo. Ogni anno cadono in media 420 millimetri di pioggia, ma l'evaporazione a causa del caldo è calcolata in 1.050 millimetri. Significa che esiste un deficit idrico di 630 millimetri. Significa che la siccità è cronica.

Ai piedi di contrada Stretto, la piana di Licata mostra tutti gli stenti della sua agricoltura. Le serre, con le loro strutture solide, sono state sostituite da tunnel in plastica che si possono facilmente spostare da un appezzamento all'altro. Perché il suolo fatica a ospitare le colture e troppo spesso si inaridisce. Così bisogna essere sempre pronti a smontare tutto e cercare un altro terreno ancora buono per la semina. Così andrà avanti finché sarà possibile.

«Sono stato il primo a scavare la terra per trovare l'acqua», dice Francesco Consagra, contadino della piana licatese. «Dovevo dare a bere alle mie piante, o no? Allora ho preso una ruspa e scavando ho trovato l'acqua otto metri sotto». Ottima soluzione, ma di scarsa durata. «Dopo di me l'hanno fatto in tanti - aggiunge Consagra - e l'acqua è diminuita». Oggi per trovarla bisogna noleggiare una trivella e andare giù fino a cinquanta metri. I pozzi, intanto, sono diventati oltre duemila e sono quasi tutti abusivi. I costi di perforazione saranno però ricambiati con un'acqua sempre peggiore, che aumenta costantemente il suo livello di salinità. Lo si misura in microsiemens/cm. Sopra i 2 mila l'acqua, dicono gli agronomi, non è più adatta alla coltivazione. Nelle campagne della zona si viaggia a una media di 7 mila, con punte di 12 mila. E gli effetti si vedono.

A Licata non ci sono più fiori, nel senso che non se ne piantano più perché a farli crescere servirebbe acqua con poco sale e qui è sparita da tempo. Addio, dunque, ai garofani bianchi e rossi che fino a una generazione fa avevano il loro mercato e davano da vivere a un po' di famiglie. Addio anche alle fragole che un audace imprenditore voleva coltivare proprio a due passi dal deserto. Le piante effettivamente sono venute su ma erano grandi un terzo rispetto a quelle standard e portavano pure addosso i segni della sofferenza. Meglio sopprimerle e puntare sulle colture che vanno bene dove l'acqua scarseggia ed è piena di sale. Meglio il pomodoro e i carciofi.

Hanno copiato gli israeliani, i contadini di Licata, ne stanno sperimentando i sistemi di irrigazione a goccia. Ma i risultati non sono gli stessi. Non ancora almeno. Qui la desertificazione si è fatta troppo avanti rispetto a quando è cominciata la guerra per tenerla a bada. Bisognerà conviverci e rallentarne il cammino. Il deserto irreversibile per ora se ne resta sulle collinette di contrada Stretto con i suoi sassi salati, le sue crepe e le sue lucertole che si rincorrono dove ormai nessuno mette più piede.
 




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Messaggio Re: E' ufficiale: il deserto c'è anche in Italia

#2  marvel Lun 28 Lug, 2008 14:29

Un esempio lampante di gestione sconsiderata delle risorse della terra.

In Tunisia, in Israele, in Grecia, in Algeria e in molti altri luoghi con una piovosità scarsa, con oculatezza e parsimonia si possono ottenere ottimi risultati in campo agricolo senza desertificare il terreno, anzi, sottraendolo anno dopo anno al deserto.
In Italia questo non è possibile...

PS(oh, ma Foligno rischia altrettanto se gli agricoltori non cambiano abitudini!!)
 




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Messaggio Re: E' Ufficiale: Il Deserto C'è Anche In Italia

#3  and1966 Gio 06 Nov, 2008 00:04

marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Un esempio lampante di gestione sconsiderata delle risorse della terra.

In Tunisia, in Israele, in Grecia, in Algeria e in molti altri luoghi con una piovosità scarsa, con oculatezza e parsimonia si possono ottenere ottimi risultati in campo agricolo senza desertificare il terreno, anzi, sottraendolo anno dopo anno al deserto.
In Italia questo non è possibile...

PS(oh, ma Foligno rischia altrettanto se gli agricoltori non cambiano abitudini!!)


Caro Marvel, purtroppo in nessuna parte del mondo ci si rende conto dell'importanza di questo prezioso bene: tu citi l' Algeria, ebbene posso dirti che anche li', dopo un'iniziale programma fatto all'insegna di un certo buonsenso (che pero' secondo me era figlio della scarsa disponibilita' di tecnologie prestanti, leggi pompe ad alto rendimento con elevate prestazioni sia in termini di portata che sopratutto di prevalenza), si e' cominciato ad emungere PESANTEMENTE la immensa falda fossile che giace sotto il Sahara. I pozzi acquiferi hanno ormai delle profondita' del tutto paragonabili a certi giacimenti metaniferi o petroliferi colà presenti: si va ormai dai 500 m fin verso i mille     . In piu' ci si e'messo pure Gheddafi con il suo sfruttamento intensivo della medesima falda (che si estende attraverso piu' stati sahariani), con un programma di prelievo e distribuzione capillare, con creazione di numerosissime "farms".

Ti faccio presente che detta acqua e' "fossile", come detto, e quindi non ha reintegri come nel caso delle ns falde. Percio', pur in quantità esagerate, detto bene va verso un progressivo esaurimento, prova ne e' l'aumento di salinità riscontrato nei pozzi piu' recenti.

Ti dico dette cose sulla base di esperienze lavorative "in loco", spesso proprio per detti lavori.

Ciao

Andrea
 



 
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Messaggio Re: E' Ufficiale: Il Deserto C'è Anche In Italia

#4  marvel Gio 06 Nov, 2008 19:15

and1966 ha scritto: [Visualizza Messaggio]
marvel ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Un esempio lampante di gestione sconsiderata delle risorse della terra.

In Tunisia, in Israele, in Grecia, in Algeria e in molti altri luoghi con una piovosità scarsa, con oculatezza e parsimonia si possono ottenere ottimi risultati in campo agricolo senza desertificare il terreno, anzi, sottraendolo anno dopo anno al deserto.
In Italia questo non è possibile...

PS(oh, ma Foligno rischia altrettanto se gli agricoltori non cambiano abitudini!!)


Caro Marvel, purtroppo in nessuna parte del mondo ci si rende conto dell'importanza di questo prezioso bene: tu citi l' Algeria, ebbene posso dirti che anche li', dopo un'iniziale programma fatto all'insegna di un certo buonsenso (che pero' secondo me era figlio della scarsa disponibilita' di tecnologie prestanti, leggi pompe ad alto rendimento con elevate prestazioni sia in termini di portata che sopratutto di prevalenza), si e' cominciato ad emungere PESANTEMENTE la immensa falda fossile che giace sotto il Sahara. I pozzi acquiferi hanno ormai delle profondita' del tutto paragonabili a certi giacimenti metaniferi o petroliferi colà presenti: si va ormai dai 500 m fin verso i mille     . In piu' ci si e'messo pure Gheddafi con il suo sfruttamento intensivo della medesima falda (che si estende attraverso piu' stati sahariani), con un programma di prelievo e distribuzione capillare, con creazione di numerosissime "farms".

Ti faccio presente che detta acqua e' "fossile", come detto, e quindi non ha reintegri come nel caso delle ns falde. Percio', pur in quantità esagerate, detto bene va verso un progressivo esaurimento, prova ne e' l'aumento di salinità riscontrato nei pozzi piu' recenti.

Ti dico dette cose sulla base di esperienze lavorative "in loco", spesso proprio per detti lavori.

Ciao

Andrea


Si, lo so, ne ero al corrente.

Quella sahariana è una falda fossile, diciamo nè più nè meno dei giacimenti di idrocarburi che, appunto, sono in vi di esaurimento... e anche quest'acqua minerale non potrà che fare la stessa fine (almeno questa non inquina... magra consolazione).

La Libia sta attingendo a piene mani dalla falda, Gheddafi ha fatto costruire un lunghissimo canale attraverso il deserto.
L'acqua prelevata dai pozzi è diretta proprio verso la zona della capitale Tripoli e verso le colture nel nord, verso la costa.
l canale, per la maggior parte sotterraneo, consiste da quattromila chilometri di enormi condutture di calcestruzzo precompresso del diametro di quattro metri, sepolte nella sabbia, con una capacita' complessiva di sei milioni di metri cubi di acqua al giorno.
C'è chi dice che gran parte dell'acqua venga dispersa lungo il cammino.
Comunque la falda sahariana non è così interconnessa come si dice, in realtà fa capo a numrosi bacini anche indipendenti l'uno dall'altro, cioè non è che l'acqua estratta in Libia influisce su quella algerina...
Certo, la scelta di sfruttare la falda in questo modo,  a mio avviso, non è delle migliori... probabilmente, coscienti del fatto che si esaurirà, hanno fatto una scelta egoistica e poco previdente... hanno deciso che era meglio mangiarsi un uovo oggi che una gallina domani. D'altrode questa è una filosofia molto diffusa nel'umanità, già ognuno guarda più a se stesso che ai propri simili contemporanei, figurati se qualcuno si degna di guardare a chi verrà dopo di lui...

 
 




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Messaggio Re: E' Ufficiale: Il Deserto C'è Anche In Italia

#5  prometeo Gio 06 Nov, 2008 19:20

Prendiamola con filosofia... diciamo che tutti sti maghrebini che abbiamo accasato si sono portati un souvenir
Voglio proporre a qualche scandinavo di trasferirsi qua
 




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