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Messaggio Bel rapporto della Mac Kinsey

#1  burjan Dom 13 Mag, 2007 22:42

Basterebbe controllare un pò di più le ceduature...

28-3-2007 – Il piano europeo per la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% entro il 2020 costerà all'Unione mille miliardi di euro secondo le previsioni della prestigiosa Mc Kinsey & Co. , una delle più quotate società di consulenza manageriale al mondo. Una cifra enorme certo, ma il minimo indispensabile per raggiungere gli obiettivi fissati a Berlino dai paesi membri dell'UE.

L'approfondito studio economico effettuato dagli esperti della Mc Kinsey delle spese previste per la realizzazione delle misure anti-riscaldamento globale, pubblicato sulle pagine di un importante quotidiano tedesco, evidenzia costi ingenti. Eppure l'intera operazione di riduzione delle emissioni risulterebbe fattibile sia sotto il profilo tecnologico, sia sotto quello economico. Tuttavia l'impegno politico dei governi europei secondo gli analisti dovrà essere “immenso”

Thomas Vahlenkamp, esperto del settore energetico della Mc Kinsey, afferma che “in considerando un bilanciato impiego delle tecnologie più facilmente accessibili, la riduzione delle emissioni costerà una media di 60-80 miliardi di euro all'anno a ciascun paese membro fino al raggiungimento degli obiettivi del 2020”.

Nell'analisi prodotta è compresa anche un'interessante curva dei costi della riduzione dei gas serra, in cui vengono indicati i costi del taglio delle emissioni di CO2, calcolati per settore: dal settore agricolo e forestale a quello dei trasporti.

Lo studio mostra come tecnologie per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili facilmente reperibili e diffondibili come le lampadine a basso consumo o l'energia eolica potrebbero bastare già da sole per la riduzione di tre quarti delle emissioni.

La Mc Kinsey consiglia ai governi europei di concentrarsi prima di tutto sull'implementazione delle tecnologie ambientali più economiche e immediatamente efficaci piuttosto che su soluzioni ad alto costo e di difficile realizzazione. Il rapporto spiega che uno dei metodi più semplici e facili da applicare sarebbe l'implementazione di una forte politica d risparmio energetico. Per esempio l'isolamento termico di un edificio potrebbe significare risparmiare 150 € per ogni tonnellata di CO2 non emessa.

Lo studio getta un occhio anche sulle prospettive globali. I paesi in via di sviluppo sembrano rappresentare la più grande sfida. Producono il 50% delle emissioni annue e su di essi non è applicabile una politica di risparmio energetico basata sull'innovazione tecnologica. Tuttavia, in particolare gli stati africani e sud americani, possono ridurre il loro contributo all'effetto serra contenendo la deforestazione, tra le maggiori fonti di CO2 a livello globale.

Il rapporto si chiude con una critica all'Unione Europea che dà la priorità alla riduzione delle emissioni derivanti dalla produzione dell'elettricità con la prospettiva di eliminare l'immissione in atmosfera di 6 miliardi di tonnellate di CO2 ma di sottovalutare le potenzialità insite in una migliore gestione delle risorse forestali che di per sé costituirebbe una riduzione di 7 miliardi di tonnellate dello stesso gas serra.
 




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Messaggio Re: Bel rapporto della Mac Kinsey

#2  marvel Lun 14 Mag, 2007 13:09

Proprio giovedì e venerdì sono stato ad un convegno presso l'Università di Ferrara dal titolo "Dal Globale al Locale - piani d'azione per il clima", organizzato da Regione Emilia-Romagna, Arpa ER, Comune e Provincia di Ferrara, e naturalmente dalla stessa Università di Ferrara.
Come dice lo stesso titolo si è trattato di un convegno incentrato sulle tematiche climatico-ambientali con esperti che mostravano quanto sia importante e allo stesso tempo difficile cercare di rendere le attività antropiche meno impattanti per il nostro pianeta e per le nostre regioni e città.
Mentre tutti erano concordi sul cambiamento climatico in atto, con un aumento termico importante, non tutti (anche se molti si) si sono espressi convintamente verso relazioni CO2 di origine antropica- Global Warming, alcuni hanno sussurrato la possibilità che si tratti di un ciclo naturale... anche se, come sempre capita di vedere, non è possibile dire certe cose a voce alta... già irritano se dette a voce bassa e tra le righe.
Se non si fanno proclami catastrofici verso il caldo e la fine del mondo non si è ben visti.

Comunque è stato interessante vedere che anche l'agricoltura con poco può benissimo cavarsela con un regime termico ed idrico come e peggiore di quello attuale. E' stato interessante vedere quanto l'ER , pur essendo una delle zone più inquinate del paese (in particolare proprio la zona di Ferrara) e dove (pianura padana) si consumano oltre il 50% delle risorse energetiche nazionali e si producono, quindi, il 60% delle emissioni da CO2 (ma dove si concentrano fino al 60% delle attività industriali) contando "solo" 1/4 della popolazione!)

E' chiaro, quindi, che se l'Italia dovrà rispettare i parametri di Kyoto saranno quelle zone a doversi dare molto da fare.
Ma è emersa anche una verità nascosta... più volte, anche questa, sussurrata... e cioè che è praticamente impossibile, oltre che inutile, che L'Italia possa rispettare questi livelli.

Pensate che mentre i politici sfoderavano tabelle con gli obiettivi di riduzione delle emissioni fino a livelli anche del 60-80% per il 2050, gli economisti e gli industriali esprimevano di seri dubbi sulle possibilità di rispettare la riduzione fino ai valori del 96!
Insomma, un discostamento abbastanza netto e preoccupante.

Ed infine una chicca: un mio collega che lavora nel campo delle estrazioni minerarie, mi ha detto che aggirare i limiti è e  sarà sempre un gioco da ragazzi per gli industriali, che ci sono 1000 possibilità e che non sono affatto intenzionati a ridurre i propri guadagni per produrre meno CO2... e il bello è che nessun politico, localmente, si prenderà mai la briga di investigare e sorvegliare le attività onde non mettere a rischio posti di lavoro, ecc...

Insomma, il sospetto è che assisteremo a tutto fuorchè ad una riduzione delle emissioni... e che invece si sia aperto un appetitoso mercato di quote CO2, e di ristrutturazioni-riconversioni che fa gola ai settori energia, edilizia, autotrasporti, tecnologie, ecc.

Sarò pessimista ma in Kyoto continuo a vedere solo fumo negli occhi!

Saluti.
Marvel
 




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