Vuoi costruire qualcosa in Islanda? Meglio se prima chiedi il permesso agli Elfi
Articolo curioso, che ci mostra cosa succede nella vita quotidiana quando un’intera nazione (l’Islanda, paese razionale e occidentale) crede nel mondo invisibile.
Viene spontaneo pensare quanto sia corrosivo e limitante per le menti italiane il materialismo dei vari piero angela e del cicap.
Gli elfi esistono? Come molti altri islandesi, Hildur Hakonardottir considera la domanda più complicata di quanto sembri.
“Beh, la mia vicina è un’elfa che vive nella roccia del mio giardino”.
Benché l’abbia vista solo una volta in quindici anni: aveva una figura più grande di quella di una persona, la signora Hakonardottir non ha dubbi sulla sua esistenza. “So che esiste. E’ una sensazione naturale”.
La sensazione sembra essere comune a molti islandesi. Le statistiche mostrano con consistenza che la maggioranza della popolazione crede negli elfi – generalmente descritti come creature dall’aspetto umano, che proteggono fieramente i loro habitat nella roccia – o non sono disposti a negare la loro esistenza.
“Ma devi stare attento ai cliché nordici”, dice la cantante islandese Bjork.
“Un amico mi dice che, quando I manager delle compagnie discografiche vengono in Islanda, scritturano solo quegli artisti che credono negli esseri invisibili”.
Ma neanche Bjork dice no: “Penso che la natura sia molto più forte dell’uomo; esiste ancora tra di noi una relazione con certi spiriti”.
Credere non solo negli elfi, ma nel potere di predizione dei sogni, nella forza delle anime e nei fenomeni soprannaturali è strettamente legato alla tradizione celtica dell’Islanda e al paesaggio duro e potente, specialmente a causa delle rocce che emergono dappertutto.
Dice Terry Gunnell, direttore del dipartimento etnico dell’Università d’Islanda: “Se c’è una grande roccia in un giardino e qualcuno dicesse al proprietario: “Quella è la roccia di un elfo”, pensi che la rimuoverebbe? No, no lo farebbe”.
“Non perché pensa che ci siano degli omuncoli che vivono al suo interno che escono di tanto in tanto a danzare – aggiunge – è più una sensazione che ci sono altri poteri, altre forze intorno a noi”.
La cittadina portuale vicina alla capitale Reykjavik è orgogliosa del fatto di avere una popolazione elevata di elfi. I turisti sono invitati a visitare le località dove abitano GL’invisibili, inclusa una grande roccia per la quale una strada è stata deviata per non disturbare i suoi abitanti.
L’assessore Ely Erlingsdottir, responsabile del piano regolatore della cittadina, dice che la decisione di deviare la strada ha un senso.
“La mia filosofia è che non sia necessario vedere le cose nelle quali credi. Molte delle nostre esperienze più importanti avvengono ad occhi chiusi”.
Recentemente il comitato preposto al piano regolatore ha ricevuto una domanda per la costruzione di un garage. Un membro ha commentato: “Spero che questo vada bene per gli elfi”, racconta l’assessore.
Se il comitato determina che il disturbo esiste – generalmente attraverso un sensitivo che riceve una lamentela dagli elfi, direttamente o attraverso un sogno – la città considera lo spostamento del progetto, o chiede al sensitivo se gli elfi possono traslocare.
Questi eventi non sono rari. Nella vicina Kopavogur negli anni ’70 una sezione di strada è stata ridotta da due a una corsia quando numerosi sforzi per rimuovere una grande roccia che si credeva ospitasse degli elfi fallirono, a causa della ripetuta rottura dei macchinari della ditta appaltatrice.
La roccia è ancora lì, incombendo incongruamente sulla strada, ma non è chiaro se i suoi occupanti siano ancora lì.
Nel 1996 nella stessa città un operatore di bulldozer incontrò delle difficoltà nel livellare una collinetta per costruire un camposanto.
Dopo che due bulldozer ripetutamente e inspiegabilmente smisero di funzionare, e le telecamere della stazione televisiva locale, benché funzionassero in altre zone divennero inoperabili, il progetto fu sospeso.
“Vediamo se possiamo raggiungere un compromesso con gli elfi”, fu il commento del direttore dei lavori, riportato dal Morgunbladid, il giornale nazionale.
Dei sensitivi furono chiamati per l’arbitrato, e dopo un breve tempo gli elfi decisero di trasferirsi.
Benché sia possibile trovare islandesi che levano gli occhi al cielo quando sentono parlare di esseri invisibili, non è facile trovare degli scettici tra la popolazione.
Arni Bjornsson è uno di questi. “Sembra che sia una moda oggigiorno parlare di esseri soprannaturali, ma considero questi argomenti con del sale in zucca”, dice il 73enne Bjornsson, passato direttore per 25 anni del dipartimento di etnologia del museo nazionale.
Ma neanche lui dice esattamente di no. “Se mi chiedi: “sei sicuro che non ci sono esseri supernaturali?”, devo rispondere che non ci credo. Ma non posso neanche essere sicuro che non esistano…”.


